Finestra sull'Arte | 03 giugno 2026, 11:11

Carol Guzy, un anno di consacrazione; dal World Press Photo al Master Award 2026

Il reportage sugli arresti dell’ICE negli Stati Uniti continua a imporsi come una delle opere più potenti del fotogiornalismo recente. Dopo il successo al World Press Photo 2026, la fotografa ottiene anche il Master Award con la serie ICE – Broken Families. Attorno a lei, altri autori internazionali vengono premiati per lavori che raccontano conflitti, memorie ferite, territori in trasformazione e comunità sospese tra sopravvivenza e identità

Carol Guzy, un anno di consacrazione; dal World Press Photo al Master Award 2026

Il 2026 segna un momento decisivo nella carriera di Carol Guzy. Il suo reportage ICE – Broken Families, realizzato all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, ha già conquistato il World Press Photo e ora ottiene anche il Master Award.

Le immagini raccontano gli arresti dei migranti da parte degli agenti dell’ICE durante la campagna di deportazioni dell’amministrazione Trump. Famiglie divise, minori in stato di shock, volti coperti e procedure fredde diventano frammenti di un’America attraversata da tensioni profonde.

© Carol Guzy

Guzy riesce a trasformare la documentazione in un atto di testimonianza, restituendo dignità a chi vive ai margini delle narrazioni ufficiali.

-Chinky Shukla e la memoria atomica dell’India

Tra i lavori premiati emerge quello di Chinky Shukla, che con When Buddha Stopped Smiling ottiene il riconoscimento nella categoria Spotlight Award. Il suo progetto indaga le conseguenze dei test nucleari condotti a Pokhran nel 1974 e nel 1998, raccontando la vita delle comunità che ancora oggi convivono con le ripercussioni ambientali e psicologiche di quegli eventi.

@Chinky Shukla

Attraverso ritratti e paesaggi desertici, Shukla costruisce una narrazione sospesa tra memoria e resilienza.

-Carlos Folgoso Sueiro e il ritorno alla Galizia

Carlos Folgoso Sueiro riceve lo Special Prize della giuria nella sezione Spotlight Award con Alén do Lago (Beyond The Lake). Il suo lavoro intreccia autobiografia e osservazione sociale, riportando alla luce la Galizia come territorio segnato da incendi, siccità, emigrazione e abbandono.

© Carlos Folgoso Sueiro

Il fotografo racconta un paesaggio emotivo in cui memoria personale e storia collettiva si fondono, dando vita a un viaggio che parla di radici, perdita e riconciliazione.

-Abdulmonam Eassa e la guerra che soffoca il Sudan

Nella categoria Short Story Award viene premiato Abdulmonam Eassa con Sudan War, A Nation Trapped. Il reportage ripercorre l’esplosione del conflitto sudanese iniziato nell’aprile 2023, dopo anni di instabilità politica seguiti alla caduta di Omar al-Bashir.

© Abdulmonam Eassa

Le immagini mostrano città devastate, civili intrappolati e regioni come il Darfur ridotte allo stremo. Il lavoro restituisce la brutalità di una guerra che ha travolto la popolazione mentre la comunità internazionale rimaneva spettatrice distante.

-Mashruk Ahmed e le ferite dell’insurrezione in Bangladesh

Mashruk Ahmed viene premiato nella categoria Student Award per Broken Promises: July of Memory, un progetto che documenta le conseguenze dell’insurrezione avvenuta in Bangladesh nel luglio 2024.

© Mashruk Ahmed

Il fotografo ritrae sopravvissuti segnati da ferite permanenti, famiglie in lutto e giovani attivisti che continuano a chiedere giustizia. Il lavoro racconta un Paese sospeso tra speranza e repressione, dove la memoria diventa un terreno di resistenza.

-Jubair Ahmed Arnob e la città che cancella il passato

Lo Special Prize della giuria nella sezione Student Award va a Jubair Ahmed Arnob con The Place Where I Used To Play…. Il progetto esplora la rapida urbanizzazione di Dhaka attraverso un linguaggio visivo che sfiora il surreale.

© Jubair Ahmed Arnob

Arnob racconta la scomparsa di luoghi e comunità, interrogandosi sul significato del progresso quando a essere sacrificati sono memoria, identità e senso di appartenenza.

-Gianluca Panella e l’attesa sospesa a Tel Aviv

Nella categoria Single Shot Award viene premiata l’immagine Boy with Kippah di Gianluca Panella. La fotografia, scattata a Tel Aviv il 12 ottobre 2025, ritrae un giovane sostenitore della destra israeliana in attesa della liberazione degli ultimi ostaggi trattenuti da Hamas.

© Gianluca Panella

L’immagine cattura un momento carico di tensione politica e simbolica, restituendo la complessità di un Paese attraversato da conflitti e contraddizioni.

Questi lavori non chiedono compassione né indulgenza ma pretendono attenzione. Le immagini premiate quest’anno non offrono consolazione, ma mettono davanti agli occhi ciò che spesso scegliamo di ignorare. Dalle famiglie spezzate negli Stati Uniti ai deserti segnati dai test nucleari, dalle città che divorano la propria memoria alle guerre che cancellano intere generazioni, ogni autore ha costruito un frammento di verità che non può essere addomesticato.

In un tempo in cui tutto scorre veloce, queste fotografie restano. E ci obbligano a restare anche noi, almeno per un istante, davanti alla realtà che raccontano.

Le gallerie dei vincitori del World Report Award | Documenting Humanity 2026 sono sul sito ufficiale del concorso festivaldellafotografiaetica.it.

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a.a.