Finestra sull'Arte | 02 aprile 2026, 08:30

Spazio ai giovani emergenti nel mondo della fotografia

Annunciati i sette finalisti della XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana – Premio Luigi Ghirri 2026

© Alice Jankovic, Green Paradox

© Alice Jankovic, Green Paradox

Come riporta la rivista Finestre sull'Arte, a fine febbraio sono stati annunciati i sette finalisti della XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana – Premio Luigi Ghirri 2026, un appuntamento che si conferma tra i più rilevanti in Italia per la valorizzazione dei giovani talenti under 35.

L’open call promossa dal Comune di Reggio Emilia ha raccolto oltre 300 candidature, un numero che testimonia la vitalità della scena fotografica emergente e l’interesse crescente verso un progetto che, anno dopo anno, si è trasformato in un osservatorio privilegiato sulle nuove direzioni della ricerca visiva contemporanea. I progetti selezionati saranno esposti dal 30 aprile al 14 giugno 2026 negli spazi del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, all’interno del festival Fotografia Europea, e concorreranno al Premio Luigi Ghirri, del valore di 4.000 euro, insieme ad altre opportunità di residenza, formazione e circuitazione internazionale.

La giuria di questa edizione, composta da Danit Ariel, Ilaria Campioli, Daniele De Luigi, Krzysztof Candrowicz e Femke Rotteveel, ha scelto sette artisti capaci di interpretare in modo personale e sfaccettato il tema “Voci / Voices”, ispirato al romanzo Io canto e la montagna balla di Irene Solà, un testo che intreccia presenze umane e non umane, memorie e apparizioni, e che invita a interrogare ciò che sfugge allo sguardo, ciò che manca, ciò che resta invisibile.

I finalisti sono Susanna De Vido con “Quando torneremo a guardare le stelle”, un’indagine sulla rappresentazione del vivente e sulla distanza crescente tra esseri umani e mondo animale; Karim El Maktafi con “Archivio del mare”, un lavoro dedicato alla memoria delle migrazioni nel Mediterraneo attraverso gli oggetti recuperati dopo i naufragi; Alice Jankovic con “Green Paradox”, un’archeologia visiva che parte dal Verde di Scheele per riflettere sul rapporto tra bellezza e tossicità; Cinzia Laliscia con “Finalmente posso andare”, un diario intimo nato dal lutto e dall’impossibilità del commiato durante la pandemia; Anie Maki con “Milk, Weight, Gravity”, un viaggio nella genealogia familiare segnata da traumi e silenzi; Eva Rivas Bao con “Una storia italiana”, una riflessione sulle narrazioni mediatiche dell’era berlusconiana e sulle immagini mancanti legate al caso di Imane Fadil; e infine Federica Torrenti con “La fortezza”, un’indagine sulla coscienza come spazio relazionale in cui umano e non umano si co-generano.

Nel loro insieme, questi progetti compongono un paesaggio polifonico in cui la fotografia diventa strumento di ascolto, evocazione e restituzione, capace di dare forma a presenze marginali, rimosse o invisibili. La scomparsa del vivente e le sue modalità di archiviazione, le tracce materiali delle vite interrotte, le tossicità che abitano la materia, i lutti che si sedimentano nelle genealogie familiari, le manipolazioni mediatiche che plasmano la memoria pubblica. La mostra si propone così come uno spazio in cui il silenzio diventa racconto e l’assenza si trasforma in presenza sensibile.

Giovane Fotografia Italiana – Premio Luigi Ghirri 2026 è un progetto del Comune di Reggio Emilia, realizzato con la Fondazione Luigi Ghirri e l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, in collaborazione con GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, Fotografia Europea, Fotodok, Fotofestiwal Łódź e Photoworks, confermando una rete internazionale che sostiene e amplifica la ricerca dei giovani fotografi italiani.

Per saperne di più https://www.finestresullarte.info/fotografia/giovane-fotografia-italiana-2026-sette-finalisti-del-premio-luigi-ghirri 

red.laprimalinea,it