Finestra sull'Arte | 05 giugno 2026, 11:30

Chagall ad Aosta; un’estate dipinta di luce

Il 19 giugno alle 18 il Museo Archeologico Regionale apre le porte alla mostra 'Marc Chagall, Tra Poesia e Spiritualità', un viaggio luminoso nell’immaginario del maestro che trasforma l’estate aostana in una stagione di colori sospesi, visioni bibliche e meraviglia

Marc Chagall, Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957. Musée National Marc Chagall, Nizza

Marc Chagall, Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957. Musée National Marc Chagall, Nizza

Aosta si prepara a vivere un’estate immersa nell’immaginario di Marc Chagall, un universo fatto di colori sospesi, simboli antichi e una spiritualità che attraversa tutta la sua opera come un filo luminoso. Il Museo Archeologico Regionale accoglierà infatti una grande esposizione dedicata al maestro, un viaggio attraverso 120 lavori grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, custode della più ampia collezione pubblica dell’artista. Dipinti, gouache, incisioni, sculture, libri illustrati e ceramiche compongono un percorso ricchissimo, costruito grazie alla collaborazione tra le due istituzioni e curato da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz.

Il cuore della mostra batte attorno al rapporto tra arte e spiritualità, un tema che Chagall ha coltivato per tutta la vita e che lui stesso definiva la sua fonte primaria di ispirazione. “La Bibbia è la più grande fonte di poesia di tutti i tempi”, scriveva, ricordando come fin dall’infanzia avesse cercato di ritrovare nelle sue pagine un’eco della natura e dell’esistenza. Da questa visione nasce il progetto del museo di Nizza, dove l’artista volle riunire i suoi lavori più importanti dedicati all’Antico Testamento, creando un luogo che fosse insieme memoria, riflessione e rivelazione.

Ad Aosta, dal 20 giugno al 25 ottobre, il pubblico potrà avvicinarsi a questo nucleo fondamentale attraverso una selezione che mette in dialogo le tele del Messaggio Biblico e quelle ispirate al Cantico dei Cantici, restituendo la forza narrativa e simbolica che attraversa tutta la sua produzione. Il percorso non si limita però alle opere più note; la mostra apre anche finestre su aspetti meno esplorati del lavoro di Chagall, come la sua attività nell’arte plastica, rappresentata da sculture in pietra come Mosè e Cristo in croce realizzate tra il 1952 e il 1954, o il suo straordinario contributo all’arte delle vetrate.

Le maquette esposte raccontano infatti la genesi di alcuni dei suoi interventi più celebri; le vetrate monumentali della Cattedrale di Metz, quelle del Fraumünster di Zurigo e le luminose composizioni create per la sinagoga dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme. Sono opere che rivelano un Chagall architetto della luce, capace di trasformare il colore in un linguaggio spirituale che attraversa lo spazio e dialoga con chi lo osserva.

Una stagione artistica estiva, quella di Aosta, che con la preziosa esposizione del pittore russo-francese promette di tingersi dei suoi blu profondi, dei suoi rossi accesi e di quella leggerezza visionaria che rende Chagall unico e sempre attuale.


a.a.