Ottocentoventitré firme per chiedere di fermare la variante urbanistica che consentirebbe la realizzazione del nuovo supermercato a marchio Coop nel quartiere Dora di Aosta. La petizione promossa dal Comitato Quartiere Dora Verde è stata depositata nella giornata di martedì 8 settembre alla Segreteria del Consiglio Valle.
Con l'iniziativa i firmatari chiedono all'Assemblea regionale di farsi promotrice di un'interlocuzione con il Comune di Aosta per arrivare al ritiro della variante e all'apertura di un confronto con residenti, associazioni di categoria del commercio e altre realtà locali sulla futura destinazione dell'area. La proposta del Comitato è di valutare soluzioni alternative che possano comprendere abitazioni a prezzi accessibili, spazi verdi e di aggregazione e servizi di prossimità, rinunciando invece all'insediamento della nuova struttura commerciale.
Il deposito della petizione arriva inoltre all'indomani della diffusione dell'informativa con la quale Augusta Investimenti, proprietaria dell'area, ha ricostruito la vicenda del Pud e difeso il progetto, contestando quelle che la società considera "mistificazioni e rappresentazioni alterate della realtà" circolate nelle ultime settimane.
A quella ricostruzione Quartiere Dora Verde risponde ora entrando nel merito di diversi aspetti dell'operazione e invitando cittadini e istituzioni a confrontare le diverse posizioni con gli atti ufficiali del Comune, consultabili sino al 24 settembre nell'ambito dell'iter della variante.
Uno dei punti sollevati riguarda la rinuncia alla destinazione residenziale originariamente prevista. Secondo il Comitato, Augusta Investimenti avrebbe motivato la scelta anche con l'opportunità di non aumentare ulteriormente la pressione su servizi quali scuole e asili, mentre nella deliberazione comunale di adozione della variante emergerebbero considerazioni legate alla compatibilità della funzione residenziale con la vicinanza dello stabilimento siderurgico Cogne Acciai Speciali. Per Quartiere Dora Verde si tratta di motivazioni che devono essere chiarite.
Altro terreno di confronto sono le volumetrie. Il Comitato sostiene che i dati utilizzati da Augusta per confrontare il vecchio progetto con quello attuale — 6.513 metri quadrati residenziali e 1.918 direzionali — non coincidano con quelli riportati nella deliberazione del Consiglio comunale numero 112 del 22 luglio scorso, nella quale, riferisce Quartiere Dora Verde, per il progetto del 2012 figurerebbero 3.296,84 metri quadrati residenziali e 1.316,62 direzionali.
Contestazioni anche sul quadro dei pareri acquisiti; il Comitato richiama una nota di Arpa Valle d'Aosta del 3 dicembre 2025 nella quale, secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbero state richieste integrazioni in materia di rumore ambientale e gestione delle rocce da scavo. Per Quartiere Dora Verde, dunque, non sarebbe corretto parlare di un definitivo via libera da parte di tutti gli enti coinvolti, dal momento che alcuni approfondimenti sarebbero stati rinviati alla fase del permesso di costruire.
C'è poi la questione delle dimensioni della struttura commerciale; il progetto prevede una superficie di vendita di quasi 2.500 metri quadrati, dimensione che il Comitato contrappone alla definizione di "servizio di prossimità", ricordando che la soglia prevista dalla normativa regionale per un esercizio di vicinato è di 250 metri quadrati.
Infine, Quartiere Dora Verde interviene sui circa 4.000 metri quadrati di terreni che, secondo la ricostruzione di Augusta Investimenti, verrebbero ceduti gratuitamente al Comune. Il Comitato sostiene che oltre 900 metri quadrati sarebbero costituiti da superfici già acquisite gratuitamente dalla città nel 2018 e destinate, nell'ambito della nuova operazione, a tornare ai privati, circostanza che a suo giudizio ridimensionerebbe il beneficio netto per la collettività.
"Non chiediamo ai cittadini e alle istituzioni di crederci sulla parola, ma di andare a verificare di persona i documenti ufficiali e le delibere pubbliche", afferma il Comitato Quartiere Dora Verde, che con le 823 sottoscrizioni torna a chiedere "alla Regione e al Comune di fermare questo progetto, di ascoltare i cittadini e di scegliere la strada di un quartiere con meno cemento, più verde e servizi reali per le famiglie".


pa.ga.



