Eventi e appuntamenti | 08 settembre 2026, 12:07

Ad Arvier la scuola 'estrema' per giornalisti coraggiosi

Torna il Training Camp HEFAT; cinque giorni per imparare a lavorare nei nuovi scenari di guerra

Ad Arvier la scuola 'estrema' per giornalisti coraggiosi

Prende il via ad Arvier una nuova edizione del Training Camp HEFAT – Hostile Environment and First Aid Training, il percorso di formazione dedicato a giornalisti, fotoreporter e operatori umanitari destinati a lavorare nei teatri di crisi e nei contesti ad alto rischio.

Cinque giorni di formazione intensiva da domani, mercoledì 9, sino a domenica 13 settembre che quest’anno avranno anche un significato particolare; l’edizione 2026 sarà dedicata alla memoria di Alex Junin, collaboratore e amico dell’organizzazione che negli anni aveva messo la propria esperienza al servizio del Training Camp.

Fondato nel 2015 dall’Associazione valdostana Six Degrees ETS e da sempre patrocinato dal Comune di Arvier, il corso sarà realizzato quest’anno in collaborazione con la società belga Blue Spear, specializzata nella formazione in ambienti ostili. Ad Arvier arriveranno partecipanti provenienti da Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Spagna e Belgio.

"Questa sarà per noi un’edizione particolarmente importante – spiega Ugo Lucio Borga (foto sotto), giornalista e membro di Six Degrees ETS –. Innanzitutto perché abbiamo deciso di dedicarla ad Alex Junin, nostro collaboratore e amico, che ha contribuito con la sua esperienza e il suo lavoro alla storia del Training Camp. Ma sarà un’edizione speciale anche dal punto di vista didattico, perché nasce da un lungo lavoro di studio e ricerca sul campo, condotto con l’obiettivo di adeguare la formazione alla rapidissima trasformazione dei moderni scenari di guerra".

Ed è proprio l'evoluzione dei conflitti a rappresentare uno degli aspetti centrali dell'edizione 2026. Ai pericoli tradizionali delle zone di guerra – bombardamenti, mine, ordigni inesplosi e armi convenzionali – si è infatti aggiunto il ricorso sempre più massiccio ai droni, che ha modificato profondamente le condizioni nelle quali si muovono non soltanto i militari, ma anche giornalisti e personale umanitario.

Una trasformazione che Borga definisce 'guerra verticale': "La minaccia può arrivare in qualsiasi momento dall’alto e anche a grande distanza dalla linea del fronte, modificando radicalmente il concetto stesso di sicurezza. Tecniche e procedure considerate valide soltanto pochi anni fa devono oggi essere ripensate".

Il lavoro preparatorio per il nuovo HEFAT è stato quindi indirizzato allo studio dei conflitti contemporanei e delle nuove minacce, con l'obiettivo di trasformare quanto osservato sul campo in procedure e strumenti concreti capaci di aumentare le possibilità di sopravvivenza di chi opera nelle aree di guerra.

A testimoniare quanto sia diventato pericoloso documentare i conflitti sono anche i numeri richiamati dagli organizzatori. Secondo i dati del Committee to Protect Journalists, nel 2025 sono stati uccisi nel mondo 129 giornalisti e operatori dei media, il numero più alto registrato dall'organizzazione dall'inizio delle rilevazioni nel 1992. Di questi, 104 hanno perso la vita in contesti di conflitto. Trentantanove giornalisti e operatori dei media sarebbero stati uccisi attraverso l'impiego di droni.

Durante i cinque giorni di Training Camp si alterneranno lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e scenari simulati. Il programma comprenderà valutazione e gestione del rischio, movimento in ambiente ostile, emergenze mediche, sicurezza personale e tecniche per affrontare le nuove minacce presenti nei teatri di guerra. Anche per questa edizione Six Degrees ETS ha messo a disposizione sei borse di studio destinate a professionisti che lavorano, o si preparano a lavorare, in contesti ad alto rischio e che non dispongono delle risorse economiche necessarie per sostenere integralmente i costi di una formazione specialistica di questo tipo.

Il corso si svolgerà interamente sul territorio comunale di Arvier, dove le caratteristiche dell'ambiente alpino consentiranno di riprodurre situazioni operative complesse e di sottoporre i partecipanti a esercitazioni il più possibile realistiche.

Il rapporto tra Arvier e il Training Camp risale alla nascita stessa dell'iniziativa. Il Comune fu infatti il primo ente, nel 2015, a sostenere il progetto e ha continuato a farlo nelle successive edizioni. In oltre dieci anni sono così passati attraverso i corsi centinaia di giornalisti e operatori.

pa.ga.