Botta e risposta nel centrodestra valdostano sul caso dell’eleggibilità del presidente della Giunta, Renzo Testolin e sull’interrogazione parlamentare presentata da Alessandro Urzì di FdI al governo nazionale.
A innescare la polemica sono state le dichiarazioni della segretaria regionale di Forza Italia Valle d'Aosta, Emily Rini, che ha definito “orripilante” la scelta di Fratelli d'Italia di portare la questione all’attenzione della premier Giorgia Meloni e di due ministri, sostenendo che il confronto dovesse svolgersi “in Consiglio Valle”.
Alle parole di Rini ha replicato il nuovo commissario regionale di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Walter Musso (nella foto sotto vicino a Giorgia Meloni), che ha difeso l’iniziativa del partito richiamando il “piano istituzionale” della questione.
“Noi siamo autonomisti sempre, non a convenienza”, afferma Musso, sottolineando che l’autonomia speciale valdostana “deve essere difesa con serietà, rigore e pieno rispetto del quadro costituzionale dello Stato”.
Nel lungo intervento, il commissario di FdI richiama anche una presa di posizione del 2019 della stessa Emily Rini, allora presidente del Consiglio Valle, su una vicenda giudiziaria che riguardò Augusto Rollandin. Musso cita in particolare il passaggio relativo alla necessità di “un’assunzione di responsabilità” da parte di chi ricopre incarichi istituzionali di vertice, evidenziando come quel principio, a suo dire, resti valido anche oggi.
Secondo Fratelli d’Italia, il nodo riguarda soprattutto la particolarità dell’ordinamento valdostano, nel quale il presidente della Regione esercita anche funzioni prefettizie attribuite dallo Statuto speciale. “La Valle d’Aosta è parte della Repubblica Italiana. La sua specialità è una ricchezza costituzionale, non una zona franca istituzionale”, sostiene Musso, ribadendo che il tema coinvolge anche funzioni statali e che, proprio per questo, “le istituzioni devono venire prima delle convenienze di parte”.
Sulla stessa linea anche il deputato Alessandro Urzì, che nella sua replica rivendica la piena legittimità dell’iniziativa parlamentare e respinge le accuse di attacco all’autonomia valdostana. “Le autonomie speciali non sono forme competitive verso lo Stato”, scrive il parlamentare di Fratelli d’Italia, ricordando il proprio ruolo nella Commissione paritetica Stato-Provincia autonoma di Bolzano e nel percorso di riforma dello Statuto del Trentino-Alto Adige.
Urzì insiste sul fatto che la questione aperta riguarda la sovrapposizione tra il ruolo politico del presidente della Regione e le funzioni prefettizie previste dall’ordinamento valdostano. “Occuparsi di ciò è tutto tranne che orripilante”, afferma il deputato, definendo l’iniziativa “un segnale di responsabilità istituzionale”.
Il parlamentare si dice però d’accordo con Emily Rini su un punto: il dibattito deve coinvolgere anche le istituzioni valdostane e il Consiglio Valle. “Ogni territorio speciale deve poter gestire se stesso con responsabilità e visione del futuro”, conclude Urzì, ribadendo tuttavia che lo Stato è chiamato a interrogarsi sulle funzioni prefettizie attribuite per Statuto al presidente della Regione.


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