Secondo quanto riferito dalla Sav, gli interventi di adeguamento e messa in sicurezza delle due gallerie – opere da circa 40 milioni di euro – richiedono necessariamente l’occupazione integrale del raccordo autostradale tra l’A5 e la statale 27 del Gran San Bernardo. La società concessionaria sostiene quindi che non sarebbero praticabili soluzioni parziali, né la possibilità di mantenere una corsia aperta a senso alternato durante il cantiere.
La posizione della Sav arriva al termine delle verifiche richieste nelle scorse settimane dalla Protezione civile valdostana. Dopo il Comitato operativo per la viabilità del 20 aprile, infatti, Valerio Segor aveva formalmente chiesto alla concessionaria di approfondire eventuali soluzioni alternative alla chiusura totale, fissando al 15 maggio il termine per una risposta tecnica dettagliata.
La replica della società, ora consegnata alla Regione, confermerebbe invece la linea già sostenuta nei precedenti incontri: per rispettare i tempi imposti dagli adeguamenti normativi e garantire la sicurezza dei lavoratori, il raccordo dovrà essere completamente chiuso per circa un anno.
Il tema continua a suscitare forte preoccupazione tra gli amministratori locali. I sindaci temono infatti pesanti ripercussioni sulla viabilità dell’area di Aosta e della Coumba Freida, con aumento del traffico sulla statale 27, disagi per pendolari e trasporto merci, oltre a possibili conseguenze sul turismo e sulle attività economiche della valle del Gran San Bernardo.
Già nelle scorse settimane il sindaco di Aosta Raffaele Rocco aveva parlato di “criticità importanti” per la circolazione urbana, mentre diversi amministratori avevano contestato la tempistica con cui il territorio è stato informato dell’intervento. Anche in Consiglio Valle erano emerse polemiche politiche, con interrogazioni e richieste di chiarimenti sui rapporti tra Regione e Sav.
La chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, salvo cambiamenti dell’ultima ora, resta prevista a partire da giugno e dovrebbe protrarsi fino all’estate del 2027. Nel frattempo Regione, Protezione civile e Comuni stanno lavorando alle misure di mitigazione per limitare l’impatto del maxi cantiere sulla mobilità valdostana.