Per oltre duemila voti, anche in Valle d'Aosta ha vinto il No al referendum costituzionale sulla Giustizia. Il No ha infatti ottenuto 29.456 voti, raggiungendo il 51,81%, mentre il Sì si è attestato al 48,19%, con 27.395 voti. Ben più largo il successo del No ad Aosta: 8.695 voti (55,78%) contro 6.894 (44,22%) del Sì.
"Ottime notizie: in Valle d'Aosta, contro ogni pronostico, vince il NO!", ha commentato a caldo Alberto Bertin (foto sotto), già Presidente del Consiglio Valle nella scorsa Legislatura. "La discesa in campo dell'Union Valdôtaine a sostegno del SÌ - prosegue Bertin - il tentativo di trascinare l'elettorato a destra e al fianco di Giorgia Meloni, non è riuscito. La 'melassa' centrista autonomista che sostiene la maggioranza regionale non è stata in grado di spostare il risultato, nonostante sulla carta il SÌ dovesse superare il 70%. I valdostani hanno votato con la propria testa, ignorando le indicazioni degli amici di Gasparri".
Per Alleanza Verdi Sinistra-AVS "il primo dato da evidenziare è l’elevata partecipazione al voto in Valle, pari al 56%, ben superiore alle precedenti consultazioni referendarie e anche alle europee del 2024 (42,5%). Un segnale positivo di attenzione alla cosa pubblica e di vitalità degli strumenti di democrazia diretta".
In Valle d’Aosta i NO alla riforma costituzionale hanno superato i 29.000 voti, contro i 27.000 dei SÌ. "Un risultato clamoroso - prosegue Avs - considerando che i sostenitori del SÌ (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Union Valdôtaine) alle recenti regionali avevano raccolto oltre 36.000 voti: una parte significativa dell’elettorato autonomista non ha seguito le indicazioni. Al contrario, il fronte progressista, che partiva da circa 13.000 voti, ha più che raddoppiato i consensi grazie anche all’azione unitaria del Comitato valdostano per il NO".
Per il Movimento progressista che esprime tre consiglieri regionali "il voto offre indicazioni politiche chiare: a livello nazionale emerge un forte dissenso verso la riforma, nonostante l’ampia maggioranza parlamentare che l’aveva approvata, configurando una bocciatura netta dell’azione del Governo. A livello regionale, la sinistra valdostana dimostra di poter essere un’alternativa credibile, a condizione di consolidare l’unità e rafforzare il programma. I cittadini vogliono capire e partecipare: ora va data loro l’opportunità di essere protagonisti del cambiamento".
Secondo la segreteria regionale del Partito democratico "questo esito rappresenta anche un richiamo per tutte le forze politiche. Le riforme della giustizia non possono essere terreno di propaganda né strumenti per alimentare contrapposizioni: serve un approccio serio, condiviso e orientato ai risultati, nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Esattamente l'opposto di quanto fatto da questo Governo che oggi esce pesantemente sconfitto. Così come spiace constatare che buona parte degli autonomisti abbia rincorso un treno nazionale che non ha prospettiva politica".
Conclude la nota del Pd: "Leggiamo questo risultato con responsabilità. Continueremo a lavorare per una giustizia più efficace e vicina ai cittadini e le cittadine, promuovendo un confronto ampio e costruttivo, senza scorciatoie e senza cedere alla tentazione di piegare temi così rilevanti a logiche di parte".
A questo link, i dati sull'affluenza in Valle d'Aosta e i risultati sezione per sezione: https://elezioni.regione.vda.it/elezioni/DatiAffluenza_i.aspx?idele=199&ord=1&setcar=n


pa.ga.



