Le forze del Centro Autonomista-CA serrano i ranghi attorno alla maggioranza regionale e al presidente della Regione Renzo Testolin, confermando "la piena condivisione del percorso politico e istituzionale" avviato dall’attuale governo valdostano. È quanto emerge da una nota congiunta diffusa da Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain e Azione Valle d’Aosta, all’indomani della decisione di Testolin di presentare appello contro la recente sentenza che lo riguarda.
Nel documento, i movimenti autonomisti ribadiscono che il perimetro della maggioranza "rimane quello definito all’avvio della presente esperienza di governo", fondato sugli indirizzi programmatici condivisi dalle forze politiche che sostengono l’esecutivo regionale.
Il Centro Autonomista difende apertamente la scelta del presidente della Regione di ricorrere in appello, definendola una decisione assunta "nel pieno rispetto e in applicazione del quadro normativo vigente". Secondo i firmatari, il ricorso rappresenta uno strumento necessario per garantire "continuità amministrativa, certezza istituzionale e piena operatività dell’azione di governo" in una fase ritenuta particolarmente delicata per la Valle d’Aosta.
La nota richiama infatti una serie di scadenze considerate strategiche e non rinviabili che attendono l’amministrazione regionale nelle prossime settimane: dall’approvazione del rendiconto all’assestamento di bilancio, passando per il percorso sulle norme di attuazione e i dossier legati alle concessioni idroelettriche. Questioni che, secondo il Centro Autonomista, incidono direttamente sui servizi ai cittadini, sulla programmazione delle risorse pubbliche e sugli interessi economici e sociali della comunità valdostana.
Per le forze autonomiste, un prolungato clima di incertezza rischierebbe quindi di compromettere "la piena funzionalità delle istituzioni regionali" e la capacità della Regione di programmare gli interventi necessari.
Nel comunicato si sottolinea inoltre come la vicenda presenti "profili interpretativi complessi e non univoci", motivo per cui viene ritenuto corretto arrivare a un ulteriore grado di giudizio, così da ottenere "un chiarimento stabile e definitivo" utile anche per il futuro assetto istituzionale regionale.
I movimenti precisano però che, qualora l’esito dell’appello dovesse confermare la sentenza impugnata, "il percorso giuridico dovrà considerarsi concluso", mentre resterebbe valido "il successivo percorso politico dell’attuale maggioranza".
Nella parte finale della nota, il Centro Autonomista affronta anche il tema di un possibile appello da parte della Giunta regionale, invitando a una valutazione equilibrata delle implicazioni istituzionali, amministrative e politiche della scelta.
Infine, viene espresso l’auspicio che il giudizio di secondo grado resti limitato ai profili oggetto della controversia, evitando il ricorso a questioni di legittimità costituzionale della legge regionale che potrebbero allungare ulteriormente la fase di incertezza istituzionale. Una posizione che, secondo i firmatari, risponde alla tutela dell’interesse generale della comunità valdostana.