Economia | 11 febbraio 2026, 14:50

Pausa pranzo dipendenti, la Usl corre ai ripari

Decisi nuovi spazi interni e l'apertura di un tavolo tecnico con i sindacati

Pausa pranzo dipendenti, la Usl corre ai ripari

L’Azienda Usl della Valle d’Aosta corre ai ripari sulle problematiche della pausa pranzo dei dipendenti e annuncia interventi immediati per garantire spazi adeguati dove consumare i pasti, a partire dalla sede di via Guido Rey, ad Aosta.

 

È questa la linea illustrata dall'assessore alla Sanità, Carlo Marzi, in Consiglio Valle nella seduta di oggi, mercoledì 11 febbraio, in risposta all’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra-Avs, dopo lo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali per una situazione definita ormai insostenibile.

 

Il 27 gennaio l’Azienda ha incontrato i sindacati e ha delineato una serie di impegni concreti: l’allestimento rapido di un locale interno a via Guido Rey, già individuato e in fase di sistemazione, destinato alla consumazione dei pasti; l’aumento dei punti ristoro convenzionati nelle vicinanze dei presìdi; la possibilità di cessione di alimenti senza necessità di sedersi; l’attivazione di una Commissione mensa con rappresentanti aziendali e sindacali per valutare il gradimento del servizio e raccogliere proposte di miglioramento; l’avvio di un tavolo tecnico per definire l’applicazione del contratto collettivo in tema di pausa mensa e aggiornare il regolamento interno.

 

Tra le criticità sollevate dai lavoratori c’era anche il divieto, scattato dal 31 dicembre, di acquistare cibo da asporto nei locali convenzionati, soluzione utilizzata soprattutto da chi dispone di pause molto brevi, di 15 o 30 minuti. L’assessorato ha però precisato che non si è trattato di una sospensione del servizio, perché l’asporto non è previsto contrattualmente: il capitolato impone la consumazione del pasto direttamente nei punti ristoro convenzionati tramite card aziendale. Una scelta motivata anche dall’esigenza di garantire una pausa effettiva, dal momento che non tutti i presìdi possono contare su mense interne conformi alla normativa.

 

Per AVS il problema resta comunque più ampio e non riguarda soltanto via Guido Rey, ma anche molte sedi territoriali. Con pause così ridotte, spiegano, spostarsi verso bar o ristoranti, affrontare code e rientrare in servizio diventa complicato, se non impossibile. Per questo la priorità indicata è creare spazi interni dove i dipendenti possano consumare il pasto portato da casa o acquistato all’esterno, assicurando a tutti – circa un migliaio di lavoratori sul territorio – condizioni dignitose.

 

Il nuovo locale annunciato per via Guido Rey rappresenterà ora il primo banco di prova. Se i tempi promessi saranno rispettati, potrebbe diventare il modello da estendere anche ad altre strutture, nella speranza di riportare serenità tra i dipendenti e chiudere una vertenza che tocca un diritto elementare come quello della pausa pranzo.

pa.ga.