Mentre le aziende sanitarie bandiscono nuovi concorsi per assumere infermieri e professionisti sanitari, migliaia di lavoratori già in servizio restano bloccati lontano da casa, impossibilitati a rientrare nei propri territori. Un cortocircuito organizzativo che, secondo il sindacato Nursing Up, sta aggravando la carenza di personale invece di risolverla.
A denunciare quello che appare come un paradosso è Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che parla di "una scelta incomprensibile": reclutare nuovo personale senza prima sbloccare la mobilità interna.
"Abbiamo infermieri e professionisti sanitari che lavorano a centinaia di chilometri dalle famiglie e che chiedono di rientrare, ma non possono farlo – spiega –. Continuare a fare concorsi senza una mobilità seria alimenta un circolo vizioso che non risolve nulla".
Secondo il sindacato, la rigidità nei trasferimenti produce effetti a catena: professionisti demotivati, rinunce al posto pubblico, richieste di aspettativa o addirittura abbandoni della professione. Nel frattempo, reparti che potrebbero essere coperti con personale già formato restano scoperti, mentre le nuove assunzioni non compensano le uscite.
"Così si sacrifica la motivazione – prosegue Delli Carri –. Non si può pretendere qualità dell’assistenza se gli infermieri vengono trattati come pedine da spostare senza criterio. È anche da qui che nasce la crisi vocazionale che tutti fingono di non vedere".
La richiesta è netta: invertire l’ordine delle priorità. Prima consentire il rientro di chi è già assunto, poi aprire nuovi concorsi.
"Serve un piano concreto che valorizzi chi già lavora nel servizio sanitario e permetta di conciliare lavoro e vita privata – conclude –. La sanità pubblica non si salva con i proclami: senza professionisti motivati il sistema semplicemente non regge". Un tema che tocca da vicino anche il Piemonte e la Valle d’Aosta, dove la difficoltà a trattenere personale sanitario sta diventando strutturale, con ripercussioni dirette sull’organizzazione dei reparti e sui tempi di assistenza ai pazienti.


i.d.



