Eventi e appuntamenti | 11 febbraio 2026, 12:48

Leggere e raccontare il territorio; ad Arvier parte la School for Village Hosts

Da 'Agile Arvier' formazione, comunità e nuove idee per lo sviluppo dell’alta Valle

Leggere e raccontare il territorio; ad Arvier parte la School for Village Hosts

Non un corso di turismo, ma un laboratorio permanente per ripensare il futuro dei territori di montagna. È partita ad Arvier la School for Village Hosts, percorso di formazione rivolto a operatori, associazioni e cittadini dell’Alta Valle – tra Aosta e Courmayeur – con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per leggere, progettare e raccontare il territorio in modo integrato.

Le prime due lezioni, svolte tra dicembre 2025 e gennaio 2026, hanno coinvolto 24 partecipanti in un lavoro che va oltre la promozione turistica tradizionale: al centro ci sono competenze strategiche come analisi del contesto, progettazione condivisa, costruzione di immaginari e storytelling territoriale

L’iniziativa rientra nel progetto “Agile Arvier. La cultura del cambiamento”, promosso dal Comune di Arvier con Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e Netural Coop, finanziato dal PNRR – Next Generation EU.

Dalla diagnosi alla visione

Il primo modulo ha affrontato una domanda chiave: come leggere un territorio senza semplificarlo o snaturarlo. Il punto di partenza è stato il concetto di “valorizzazione territoriale integrata”, che considera il territorio come un ecosistema fatto di risorse culturali, ambientali, sociali ed economiche da mettere in relazione, superando interventi isolati e logiche frammentarie.

Accanto alla teoria, spazio a casi studio da contesti rurali e montani: esperienze in cui turismo, cultura e impresa diventano strumenti di sviluppo locale, dalla governance partecipata agli eventi culturali di comunità, fino a modelli produttivi sostenibili legati all’agricoltura di montagna.

Raccontare per rigenerare

Il secondo incontro ha spostato l’attenzione sul racconto come leva progettuale. Non semplice comunicazione, ma parte integrante dei processi di rigenerazione: lo storytelling come modo per costruire identità condivise, rendere riconoscibili i luoghi e attrarre nuove energie.

Dalla narrazione collettiva ai cosiddetti “immaginari territoriali”, l’obiettivo è trasformare storie, memorie e relazioni in strumenti concreti di sviluppo, capaci di generare nuove opportunità di lavoro e abitare.

Dalla teoria ai progetti

Le lezioni si sono concluse con attività laboratoriali. Attraverso mappature e lavori di gruppo sono emersi dodici filoni progettuali: percorsi outdoor, ospitalità pet-friendly, festival culturali, musei a cielo aperto, iniziative su benessere, inclusività e turismo esperienziale.

Un ventaglio di idee che fotografa un territorio in fermento e che punta a costruire proposte radicate nella comunità, più che calate dall’alto.

Un percorso aperto

La School non propone soluzioni preconfezionate, ma strumenti e metodi per accompagnare un processo di lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è rafforzare competenze locali e rendere Arvier e l’Alta Valle protagonisti del proprio sviluppo.

In un contesto in cui le aree interne rischiano spesso marginalità e spopolamento, l’operazione prova a ribaltare la prospettiva: partire dalle persone e dalle storie per costruire nuove economie e nuove narrazioni. Un modo diverso di fare politica territoriale, che scommette sulla comunità prima ancora che sui numeri.

red.laprimalinea.it