Ambiente | 11 febbraio 2026, 11:40

Impianto idroelettrico di Cortlys, la Regione dice 'no'

Bocciato il progetto della Staffal Energy, la soddisfazione dei Movimenti ambientalisti

Uno scorcio dell'Alpe Cortlys

Uno scorcio dell'Alpe Cortlys

 La Regione ha bloccato definitivamente la realizzazione dell’impianto idroelettrico di Cortlys, rigettando la domanda di autorizzazione unica presentata dalla società concessionaria Staffal Energy srl. Si chiude così una vicenda amministrativa lunga e complessa, iniziata oltre quindici anni fa e segnata da numerosi passaggi procedurali.

Il progetto interessava il tratto iniziale del torrente Lys, che nasce dal ghiacciaio e attraversa un’area di grande pregio naturalistico e ambientale ai piedi del Monte Rosa. Un contesto particolarmente delicato, che negli ultimi anni ha mostrato tutta la sua fragilità idrogeologica a causa di ripetuti eventi di piena. L’impianto si sarebbe inserito in un territorio ancora privo di infrastrutture, dove non esiste nemmeno una strada di accesso, con evidenti criticità anche sotto il profilo della gestione di eventuali emergenze tecniche.

La concessione al prelievo delle acque risaliva al 2009 e, da allora, si sono susseguiti circa dieci procedimenti legati alla realizzazione dell’opera. Una vicenda seguita passo dopo passo da Legambiente, dal Comitato di Cortlys e da Mountain Wilderness, che hanno più volte sollevato rilievi critici sul progetto.

Nell’ultima fase, le associazioni ambientaliste hanno evidenziato la non conformità del progetto al nuovo Piano di Tutela delle Acque, approvato lo scorso giugno, in particolare per quanto riguarda il deflusso ecologico. La Regione ha accolto questa osservazione e ha inoltre giudicato insoddisfacente l’analisi delle problematiche idrogeologiche contenuta nel progetto: l’area è infatti esposta a un massimo grado di pericolosità legato a fenomeni tipici delle zone periglaciali, come colate detritiche e possibili svuotamenti di laghi glaciali.

Per questi motivi è arrivato il diniego dell’autorizzazione, che di fatto mette fine al percorso dell’impianto.

"Abbiamo aspettato che scadessero anche i tempi per eventuali ricorsi – commenta Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano di Legambiente – adesso finalmente possiamo festeggiare e comunicare che la lunga battaglia è stata vinta".

Secondo Legambiente e il Comitato di Cortlys, il progetto, già approssimativo all’origine, è stato negli anni più volte modificato e corretto nel tentativo di adattarlo alle caratteristiche del territorio, ma è rimasto irrimediabilmente incompatibile con la natura dell’area in cui avrebbe dovuto essere realizzato. L’auspicio è che questo ennesimo rigetto renda definitivamente evidente l’inadeguatezza dell’intervento e chiuda una partita che ha segnato per anni il dibattito ambientale sull’alta valle del Lys.

pa.ga.