Attualità | 15 ottobre 2026, 21:32

'Il Cervino ritrova la sua Capanna Carrel, 'nuovo' rifugio sulla via italiana alla vetta

Il Presidente della Giunta, Renzo Testolin, con tre generazioni della famiglia Maquignaz: Aimé, Gabriele e Aime Junior

Il Presidente della Giunta, Renzo Testolin, con tre generazioni della famiglia Maquignaz: Aimé, Gabriele e Aime Junior

Una nuova struttura sulla Cresta del Leone, nel luogo dove la storia dell’alpinismo incontra il lavoro delle guide di oggi. È stata inaugurata questa mattina, giovedì 15 ottobre, la nuova Capanna Carrel, punto d’appoggio per la salita al Cervino lungo la via normale italiana, a oltre 3.800 metri di quota. Affidata alla gestione della Società Guide del Cervino, dispone di 25 posti letto per guide e alpinisti, oltre a quattro posti per il ricovero di soccorso.

L’intervento, costato circa tre milioni e 600mila euro, è stato sostenuto dalla Regione Valle e dal Comune di Valtournenche, anche attraverso le risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit) e del programma Interreg Italia-Svizzera. Per la comunità della vallata, come ha sottolineato la sindaca Elisa Cicco, la consegna della nuova capanna rappresenta anche il riconoscimento del ruolo delle guide e delle famiglie che hanno legato la propria vita alla montagna.

La ricostruzione risponde anzitutto a un’esigenza di sicurezza. Il deterioramento della roccia e il rischio di caduta di massi, aggravati dal degrado del permafrost, hanno imposto di individuare una posizione diversa rispetto al vecchio bivacco, destinato a essere smantellato. Il progetto è degli architetti Benedetto Amodei e Cecilia De Marco, dello studio torinese 2016AD – ArchitetturaDesign.

Ancorata alla cresta attraverso un basamento in acciaio, la nuova capanna combina legno, metallo e vetro, con spazi per il soggiorno, il pernottamento e i servizi. La sua realizzazione ha richiesto un cantiere condizionato dalla quota, dalla pendenza e dalle finestre meteorologiche utili a trasportare materiali e lavorare in parete. Una costruzione contemporanea chiamata a svolgere una funzione essenziale: offrire riparo e un luogo di sosta prima dell’ultimo tratto verso la vetta.

Il nome rimane quello di Jean-Antoine Carrel, il 'Bersagliere', protagonista della prima ascensione del Cervino dal versante italiano, il 17 luglio 1865. Con lui partirono Jean-Baptiste Bich, l’abate Amé Gorret e Jean-Augustin Meynet: furono Carrel e Bich a raggiungere la cima, mentre gli altri due si fermarono per agevolare il ritorno dei compagni. Un’impresa dalla quale prende avvio una parte decisiva della tradizione alpinistica della Valtournenche.

La storia dei ricoveri sulla Cresta del Leone attraversa più generazioni. Nel 1893 la Capanna Luigi Amedeo di Savoia (foto a pié pagina) costruita a Torino su iniziativa del Club alpino italiano, venne smontata, trasportata a piedi e ricomposta a 3.840 metri. Nel 1968 lasciò la propria funzione principale al più ampio bivacco Jean-Antoine Carrel, inaugurato nel 1969. La vecchia capanna in legno, recuperata e trasferita a valle, è oggi conservata davanti alla sede delle Guide del Cervino, al Breuil.

È anche questa memoria ad aver accompagnato l’inaugurazione. Il presidente della Società Guide del Cervino, Laurent Nicoletta, ha ricordato l’importanza della Carrel come riparo lungo la salita e come punto di collegamento con il fondovalle, soprattutto nelle situazioni di difficoltà, quando diventano determinanti le comunicazioni e l’intervento dei soccorritori.

Nel racconto della guida emerita Philipot, custode della memoria della Capanna Luigi Amedeo, sono tornati i nomi delle famiglie che hanno segnato l’alpinismo della vallata: Carrel, Bich, Maquignaz, Meynet, Gaspard, Pession, Hosquet, Barmasse, Hérin, Trucco, Cazzanelli e Pellissier, insieme a tanti altri protagonisti delle salite e del soccorso sul Cervino. Un patrimonio di esperienze tramandato attraverso il mestiere, le cordate e la conoscenza della montagna.

Marco Pellissier