Attualità | 15 ottobre 2026, 11:40

Alluvione del 2000; Testolin, 'Una ferita nella memoria della Valle d’Aosta'

Alluvione del 2000; Testolin, 'Una ferita nella memoria della Valle d’Aosta'

Il ricordo delle vittime e delle famiglie colpite, ma anche l’impegno a rafforzare la prevenzione e la capacità di affrontare le emergenze. A ventisei anni dall’alluvione dell’ottobre 2000, il Presidente della Giunta, Renzo Testolin, richiama il significato di una tragedia che ha segnato la Valle d’Aosta e contribuito alla progressiva organizzazione del sistema regionale di Protezione civile.

"Il ricordo di quei giorni rimane una ferita nella memoria della nostra comunità. Le vittime, le famiglie colpite, i villaggi devastati e le tante persone che videro cambiare improvvisamente la propria vita rappresentano una parte della nostra storia che abbiamo il dovere di custodire", afferma Testolin, rivolgendo un pensiero a chi ha perso i propri cari e a quanti hanno vissuto direttamente le conseguenze dell’alluvione.

Da quell’esperienza, sottolinea il Presidente, è cresciuta la consapevolezza della necessità di una risposta organizzata, fondata sul coordinamento tra istituzioni, enti locali, strutture operative, professionisti e volontari. Un percorso che ha portato a condividere strumenti e procedure e a mettere in relazione competenze e risorse diverse, nel quale si inserisce anche la Centrale Unica del Soccorso, riferimento per il coordinamento delle attività di emergenza.

La crescita del sistema, prosegue Testolin, è passata attraverso l’esperienza sul campo, l’evoluzione delle tecnologie, la formazione e le esercitazioni, necessarie per verificare le procedure e individuare gli aspetti da migliorare: "La Protezione civile non è chiamata soltanto a intervenire quando un evento si è verificato, ma deve lavorare ogni giorno per anticipare i rischi, preparare le risposte e ridurre, per quanto possibile, le conseguenze degli eventi naturali su persone, abitazioni e infrastrutture".

In questa prospettiva si inserisce la preparazione di EU-ALPEX2027, presentata dalla Regione come la prima esercitazione unionale europea di questo tipo, che il prossimo anno coinvolgerà la Valle d’Aosta. L’attività consentirà di mettere alla prova capacità operative, procedure e collaborazione tra le diverse componenti del soccorso di fronte a scenari complessi.

"Gli avvenimenti del 2000 ci ricordano che, in un territorio alpino come il nostro, la sicurezza richiede conoscenza, attenzione e responsabilità condivisa", conclude Testolin. "Fare memoria significa anche questo: trasformare l’esperienza del passato in un impegno concreto per il futuro".

pa.ga.