Cronaca | 03 ottobre 2026, 11:55

Inchiesta corruzione CVA, perquisizioni, sequestri e intercettazioni in uffici e abitazioni

La Procura attribuisce ai due manager Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile la gestione personale di un contratto ritenuto fittizio. Almeno 147.494 euro i pagamenti ricevuti dal professionista Pierluigi Matta, che secondo gli inquirenti avrebbe consegnato denaro all'ex vicepresidente della Regione Sicilia per favorire le pratiche del gruppo energetico valdostano

Da sn Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile

Da sn Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile

L'ex ad di Cva Giuseppe Argirò e il direttore di Cva Eos, l'aostano Marco Malacarne Gentile - la cui abitazione in via Rey ad Aosta è stata perquisita dalla Squadra mobile il 29 settembre scorso - sono convocati al Tribunale di Palermo per lunedì 12 ottobre, alle ore 9,30, per essere interrogati nell’ambito dell’indagine sui presunti accordi corruttivi diretti a favorire le autorizzazioni ambientali dei progetti siciliani del gruppo Cva. È uno degli elementi che emergono dagli atti notificati agli indagati e acquisiti da Laprimalinea.it che consentono di ricostruire più precisamente le contestazioni rivolte all’ex amministratore delegato di Cva e al manager che gli è subentrato alla guida di Cva Eos.

La convocazione precede la decisione del giudice sulla richiesta di misure cautelari depositata dalla Procura il 25 giugno scorso, nella quale gli inquirenti espongono l’ipotesi accusatoria e indicano gli ulteriori elementi da ricercare. 

Al centro della vicenda rimane la consulenza affidata da Cva Eos a Pierluigi Matta nel settembre 2024, successivamente rinnovata. Per la Procura quel contratto sarebbe stato fittizio e avrebbe consentito di remunerare, attraverso pagamenti formalmente professionali, l’intervento di Gaetano Armao, già vicepresidente della Giunta e all’epoca presidente della Commissione tecnica specialistica della Regione Sicilia, l’organismo chiamato a esaminare le pratiche per le autorizzazioni ambientali.

L’atto attribuisce ad Argirò e Malacarne un ruolo diretto nella gestione del rapporto contrattuale secondo l’accusa, entrambi avrebbero seguito personalmente la stipula, il rinnovo e il pagamento degli importi. Nella ricostruzione degli inquirenti, dunque, Matta avrebbe operato come intermediario tra i rappresentanti delle società e Armao, mentre i due manager avrebbero curato gli aspetti attraverso i quali la consulenza veniva attivata e finanziata.

Il decreto indica in almeno 147.494 euro, dei quali 138.000 di imponibile, i pagamenti ricevuti da Matta in esecuzione del contratto. In corrispondenza temporale con questi versamenti, il professionista avrebbe consegnato ad Armao denaro contante in più occasioni. La cifra riportata riguarda i compensi ricevuti da Matta; nei passaggi notificati non viene quantificato l’importo complessivo che sarebbe stato trasferito ad Armao.

In cambio, secondo la Procura, il presidente della Commissione avrebbe favorito gli interessi di Cva Eos, Cva e delle società collegate o controllate attraverso una serie di interventi che l’accusa distingue in tre ambiti. Il primo riguarda l’introduzione dei rappresentanti del gruppo, fra i quali Argirò, presso i dirigenti generali dei Dipartimenti regionali dell’Ambiente e dell’Energia, per sostenere le istanze delle aziende. Il secondo concerne gli incontri con Argirò e Malacarne, alla presenza di Matta o comunque organizzati da quest’ultimo, durante i quali sarebbero stati concordati i tempi e le modalità di trattazione delle pratiche da parte della Commissione. Le procedure richiamate comprendono la valutazione di impatto ambientale, il provvedimento autorizzatorio unico regionale e le verifiche sul rispetto delle prescrizioni imposte ai progetti; passaggi amministrativi determinanti per la realizzazione degli investimenti energetici sul territorio siciliano.

Il terzo ambito è la condivisione anticipata degli aspetti più rilevanti di atti, note e comunicazioni destinati a regolare il rapporto tra le società e la Commissione. Armao avrebbe inoltre assicurato la possibilità di individuare i responsabili dei procedimenti o i funzionari di riferimento per una trattazione delle pratiche più rispondente agli interessi delle aziende.

Il contratto con Matta, nella lettura della Procura, avrebbe quindi avuto una duplice funzione; fornire una veste formale alle interlocuzioni con gli uffici regionali e giustificare i pagamenti che gli inquirenti ritengono destinati a remunerare l’accordo illecito.

Una parte significativa del decreto di perquisizione nei confronti del manager aostano riguarda la ricerca e il sequestro cautelativo delle comunicazioni; la Procura sostiene che Malacarne avrebbe utilizzato frequentemente dispositivi informatici e telefonici per scambiare informazioni e documenti con gli altri indagati, nell’ambito della strategia diretta a ottenere un trattamento preferenziale delle istanze del gruppo. Per questo dispone la ricerca e il sequestro di telefoni, computer, tablet, memorie digitali e documentazione pertinente ai fatti contestati.

L’esame dei dati viene circoscritto al periodo compreso tra il settembre 2024, quando fu conferita la consulenza, e l’esecuzione del decreto. Gli investigatori cercano messaggi, posta elettronica, allegati e comunicazioni relativi ai rapporti fra i protagonisti della vicenda, alla gestione dell’incarico e alle procedure autorizzative. Il provvedimento contempla anche le interlocuzioni con collaboratori interni alle società, precisando che fra queste figure vi sono persone che non risultano indagate.

Il prossimo passaggio è dunque l’interrogatorio del 12 ottobre a Palermo, nel quale i due manager potranno rispondere alle contestazioni, con l’assistenza dei propri legali, oppure avvalersi della facoltà di non rispondere; seguirà la valutazione del giudice sulla richiesta cautelare.

patrizio gabetti