L’ex amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque-Cva, Giuseppe Argirò, 57 anni e l'aostano Marco Malacarne Gentile, che lo ha appena sostituito alla guida di Cva Eos, figurano tra i nove indagati per corruzione per i quali la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto nell’inchiesta sulle autorizzazioni ambientali della Regione Sicilia. Al centro dell’indagine anche l’avvocato Gaetano Armao, già vicepresidente e assessore regionale siciliano.
È questo il collegamento diretto con la Valle d’Aosta che emerge dall’elenco dei coinvolti: Argirò, 57 anni, è l’ex vertice della società energetica valdostana; Malacarne Gentile, 47 anni, nato nel capoluogo regionale, è il nuovo amministratore delegato della controllata che si occupa dello sviluppo e della gestione degli impianti eolici e fotovoltaici.
Il passaggio di consegne in Cva Eos è recentissimo; il rinnovo degli organi societari è avvenuto nell’assemblea del 23 settembre scorso, dopo quello dei vertici della capogruppo del 21 agosto. Confermato presidente Enrico De Girolamo, Malacarne Gentile, già direttore Strategie e sviluppo delle altre energie rinnovabili di Cva, è subentrato proprio ad Argirò nell’incarico di amministratore delegato.
Sulla base delle informazioni diffuse dalla Procura siciliana, l’inchiesta riguarda un presunto sistema di corruzione legato all’attività della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, presieduta da Armao fino allo scorso agosto. L’organismo esamina progetti industriali ed energetici, compresi quelli nel settore delle fonti rinnovabili, che necessitano di valutazioni ambientali.
L’ipotesi degli inquirenti è che alcuni pareri tecnici possano essere stati condizionati da pagamenti illeciti. Le informazioni disponibili non precisano, tuttavia, quali condotte siano contestate singolarmente ad Argirò e a Malacarne Gentile né quali specifici progetti siano oggetto degli accertamenti.
L’indagine è coordinata dal procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia e dalla procuratrice aggiunta Francesca Mazzocco. Gli agenti della Squadra mobile hanno perquisito l’abitazione di Armao e i suoi studi professionali di Palermo e Roma; gli accertamenti hanno interessato anche alcuni uffici regionali.
Oltre ad Armao, Argirò e Malacarne Gentile, risultano indagati Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all’Assemblea regionale siciliana e nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo, Mario Lupo, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.
Per tutti e nove la Procura ha chiesto l’arresto, richiesta sulla quale deve pronunciarsi il giudice per le indagini preliminari; agli interessati è stato notificato l’invito a comparire per l’interrogatorio preventivo, che precede la decisione sulle misure cautelari..


pa.ga.



