Sanità | 09 settembre 2026, 09:44

West Nile; ordinanze di prevenzione a Gressan, Jovençan e Aymavilles

West Nile; ordinanze di prevenzione a Gressan, Jovençan e Aymavilles

Scattano le misure di prevenzione contro il West Nile Virus in tre comuni della Plaine. I sindaci di Gressan, Jovençan e Aymavilles hanno firmato ordinanze rivolte alla popolazione per contrastare la proliferazione delle zanzare e, in particolare, eliminare i possibili focolai larvali legati ai ristagni d’acqua.

I provvedimenti arrivano dopo che nei giorni scorsi è stata accertata, per la prima volta in Valle d’Aosta, la presenza del West Nile Virus in due uccelli selvatici, un corvide e una ghiandaia. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito del programma di sorveglianza sanitaria sull’avifauna e ha portato l’Usl ad attivare le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi.

L’obiettivo delle ordinanze emanate nei tre comuni è tutelare la salute pubblica e anche la sicurezza trasfusionale, intervenendo soprattutto sul principale veicolo di diffusione del virus: le zanzare. Accanto alle attività di disinfestazione avviate dalle amministrazioni, viene infatti richiesta la collaborazione dei cittadini, dal momento che molti potenziali focolai possono trovarsi all’interno di proprietà private, su balconi e terrazzi, nei giardini e negli orti, ma anche nei cantieri e nelle aree artigianali, commerciali e agricole.

Tra le prescrizioni c’è quella di evitare l’abbandono di qualsiasi contenitore nel quale possa accumularsi acqua piovana. Particolare attenzione deve essere riservata a secchi, bacinelle, sottovasi e recipienti lasciati all’aperto. Viene inoltre richiesta la pulizia periodica di pozzetti e griglie di scarico e, dove non sia possibile eliminare l’acqua, l’impiego di prodotti larvicidi nei contenitori di accumulo, nelle fontane e nelle cisterne.

A Gressan il sindaco René Cottino ha spiegato nell’ordinanza che l’Amministrazione ha già avviato interventi di disinfestazione per ridurre i rischi, sottolineando però come l'azione pubblica non sia sufficiente senza il contributo dei privati, proprio per la possibilità che le larve si sviluppino in numerosi piccoli ristagni non accessibili agli operatori comunali.

La decisione dei tre comuni segue il rilevamento dei primi due uccelli selvatici positivi al virus in Valle. Nel corso del 2026 sono stati sottoposti ad analisi 23 esemplari di avifauna e il monitoraggio ha consentito di intercettare la positività della ghiandaia e del corvide. Gli uccelli rappresentano il principale serbatoio naturale del West Nile, mentre il passaggio all'uomo avviene soprattutto attraverso la puntura di zanzare infette che abbiano precedentemente acquisito il virus nutrendosi su volatili positivi.

L’Usl aveva chiarito sin dall'annuncio dei due casi che il ritrovamento non deve generare allarmismo, ma richiede un rafforzamento delle misure di prevenzione. Oltre agli interventi di disinfestazione e all'attività larvicida, sono state previste un'informativa a medici ospedalieri, medici di famiglia e pediatri e indagini supplementari sul sangue raccolto dal Centro trasfusionale. Sul territorio sono previsti anche approfondimenti epidemiologici, con trappole per il campionamento delle zanzare e controlli sui cavalli presenti entro un raggio di due chilometri dai luoghi di ritrovamento degli uccelli positivi.

Nella maggior parte dei casi l'infezione nell'uomo non provoca sintomi. Secondo il Ministero della Salute, circa il 20 per cento delle persone infette può sviluppare una sintomatologia simil-influenzale, mentre le forme gravi interessano meno dell'uno per cento dei contagiati e riguardano soprattutto anziani e persone fragili.

La raccomandazione resta dunque quella di ridurre il più possibile la proliferazione delle zanzare e proteggersi dalle punture, soprattutto dal tramonto all'alba, quando le zanzare del genere Culex, principali vettori del West Nile, sono maggiormente attive.

i.d.