La crisi idrica che ha segnato l'estate valdostana mostra i primi segnali di attenuazione. Il miglioramento c'è, ma procede lentamente e non consente ancora di abbassare la guardia.
È quanto emerso oggi, martedì 8 settembre, dalla riunione ad Aosta dell'Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica, convocato per fare il punto sulla situazione dopo l'analisi dei dati relativi ai mesi di luglio e agosto. Il quadro viene definito in «lento miglioramento», anche se continua a richiedere "costante attenzione".
L'Osservatorio, presieduto congiuntamente dall'assessore regionale alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente, Davide Sapinet e dall'assessora all'Agricoltura e Risorse naturali, Speranza Girod, non interromperà quindi la propria attività con la conclusione dell'estate. Il monitoraggio proseguirà anche durante l'autunno, per seguire l'evoluzione delle condizioni climatiche e idrologiche e mantenere aggiornato il quadro della disponibilità della risorsa.
Un'attenzione che resta necessaria anche alla luce dei dati dell'ultimo mese. Ad agosto le precipitazioni medie sul territorio regionale sono state pari a 94 millimetri, un valore complessivamente in linea con la media, ma distribuito in maniera molto disomogenea: si è arrivati a 205 millimetri a Lillianes e 171 a Pontboset, mentre a Courmayeur sono caduti circa 50 millimetri. Considerando le precipitazioni accumulate dall'inizio dell'anno nelle quattro stazioni di riferimento di Aosta, Rhêmes-Notre-Dame, Pontboset e Gressoney-La-Trinité, i valori restano ai limiti inferiori della norma.
A pesare è stata anche un'estate particolarmente calda. Nel mese di agosto le temperature medie sono risultate di circa tre gradi superiori alla media degli ultimi vent'anni a tutte le quote. A Saint-Christophe sono state registrate 24 giornate oltre i 30 gradi, dieci delle quali sopra i 35, con una punta di 38,6 gradi il primo agosto. Anche le portate della Dora Baltea sono rimaste inferiori alla norma, risentendo delle scarse precipitazioni dei mesi precedenti.
Il "lento miglioramento" fotografato oggi arriva dunque dopo settimane difficili soprattutto per il settore agricolo. A fine luglio oltre la metà dei Consorzi di miglioramento fondiario monitorati aveva segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità d'acqua; il 78 per cento dei conduttori d'alpeggio prevedeva di anticipare la demonticazione di oltre dieci giorni e la produzione foraggera faceva registrare una riduzione del 30 per cento. Sul fronte dell'acqua potabile, invece, non erano state segnalate criticità generalizzate nell'approvvigionamento.
Proprio per evitare che situazioni locali o nuovi periodi siccitosi possano trovare impreparato il sistema, dalla riunione odierna è stata ribadita l'importanza del coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione e nell'utilizzo dell'acqua. L'obiettivo è disporre di informazioni condivise e costantemente aggiornate, così da poter valutare rapidamente eventuali cambiamenti e assumere, se necessario, le conseguenti decisioni.
L'autunno diventerà quindi il prossimo banco di prova: il miglioramento registrato nelle ultime settimane rappresenta un segnale positivo, ma il deficit accumulato nei mesi precedenti e portate ancora inferiori alla norma impongono di continuare a seguire da vicino l'evoluzione della situazione.


red.laprimalinea.it



