Attualità | 04 settembre 2026, 13:42

Tiro a volo di Châtillon, Legambiente sostiene l’esposto

Tiro a volo di Châtillon, Legambiente sostiene l’esposto

Legambiente Valle d’Aosta si schiera al fianco del gruppo di cittadini che ha presentato un esposto sull’attività del nuovo impianto di tiro a volo di Châtillon, recentemente collaudato, chiedendo che venga verificato il rispetto delle prescrizioni previste per limitarne l’impatto acustico.

L’associazione ambientalista interviene sulla vicenda sottolineando innanzitutto come il rumore prodotto da un’attività che comporta l’esplosione ripetuta di colpi rappresenti già di per sé una fonte di disturbo, resa più difficile da sopportare, secondo Legambiente, proprio dalla sua irregolarità. Un disagio che potrebbe risultare particolarmente significativo per le persone maggiormente sensibili ai rumori e per gli animali. Il punto centrale dell’intervento riguarda però il rispetto delle condizioni alle quali l’attività dell’impianto è stata autorizzata. Legambiente richiama in particolare le prescrizioni dettate dall’Arpa e dalla Regione, così come i limiti relativi alle giornate di riposo e agli orari di esercizio.

"Se il disturbo di attività svolte in impianti di questo tipo è comunque evidente – sostiene l’associazione – diventa insopportabile quando saltano addirittura le regole imposte". Da qui la richiesta che le prescrizioni vengano osservate rigorosamente, con l’obiettivo di ridurre almeno il disagio per chi risiede, stabilmente o temporaneamente, nelle zone raggiunte dal rumore degli spari.

La presa di posizione arriva dopo l’esposto presentato da alcuni cittadini proprio per chiedere verifiche sulle modalità di funzionamento dell’impianto e sul rispetto delle condizioni previste dalle autorizzazioni. Legambiente allarga però il ragionamento anche alle scelte compiute a monte della realizzazione di strutture di questo genere.

"A margine del fatto di cronaca – afferma Gianpaolo Fedi, presidente di Legambiente Valle d’Aosta – una riflessione viene però spontanea: i Comuni si rendono conto del malessere che creano ai propri cittadini, o a quelli dei Comuni limitrofi, autorizzando impianti o attività acusticamente così impattanti? Sarebbe un ragionamento da fare prima, non dopo la costruzione dell’impianto". Per Fedi, dunque, l’esposto può rappresentare quantomeno l’occasione per accertare se l’attività venga svolta nel pieno rispetto delle condizioni stabilite. "Ben vengano quindi le indagini richieste dai cittadini che hanno presentato l’esposto – conclude – volte almeno a ribadire il pieno rispetto delle norme autorizzate".

pa.ga.