Sono 11 i medici che hanno presentato domanda per partecipare al concorso che mette a disposizione 10 posti nel Corso triennale di formazione specifica in Medicina generale della Valle d’Aosta. Un dato che Regione e Azienda Usl considerano un primo segnale incoraggiante sul fronte della formazione dei futuri medici di famiglia, in un momento in cui la carenza di professionisti continua a rappresentare una delle principali criticità della sanità territoriale.
In Valle d’Aosta, infatti, mancano attualmente circa 30 medici di medicina generale rispetto al fabbisogno. Il problema non riguarda la disponibilità degli incarichi, che vengono regolarmente individuati e pubblicati, quanto piuttosto la difficoltà di trovare professionisti disposti ad accettarli. Una situazione che accomuna la regione al resto d’Italia e che negli ultimi anni si è accompagnata a una minore attrattività della professione, anche per l’aumento dei carichi di lavoro e della complessità assistenziale.
Le 11 candidature per i 10 posti disponibili assumono quindi un rilievo particolare, anche se il dato definitivo potrà essere valutato soltanto in occasione del concorso previsto a ottobre, quando sarà possibile verificare quanti candidati si presenteranno effettivamente alla prova.
"Il numero delle candidature rappresenta un segnale che accogliamo con soddisfazione, mantenendo naturalmente la necessaria prudenza perché il dato effettivo sarà quello delle presenze al concorso di ottobre", sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi. L'obiettivo, aggiunge, non è soltanto occupare i dieci posti disponibili, ma "creare le condizioni affinché sempre più giovani medici scelgano la Medicina generale e decidano di costruire il proprio percorso professionale in Valle d’Aosta".
Per cercare di raggiungere questo risultato la Regione ha investito complessivamente 750 mila euro; i dieci posti sono accompagnati da altrettante borse di studio ordinarie e da dieci borse aggiuntive regionali. Agli 11.603 euro annui della borsa ordinaria si sommano infatti 13.397 euro finanziati dalla Regione, portando così il trattamento economico del medico in formazione a un livello equiparato a quello di uno specializzando.
Ulteriori incentivi sono previsti per chi sceglie di lavorare nei Comuni classificati come disagiati o disagiatissimi: le indennità possono arrivare rispettivamente a 2mila e 6mila euro l'anno. Circa la metà dei 74 Comuni valdostani rientra in una delle due categorie.
È stato modificato anche il percorso formativo per consentire ai corsisti di conciliare maggiormente studio e attività professionale. Attraverso la presa in carico diretta degli assistiti vengono riconosciute come attività pratica 2.759 delle 3.200 ore previste nel triennio. Sulle restanti 441 ore il Comitato tecnico scientifico aziendale può inoltre riconoscere, fino al 50%, attività già svolte dai medici in possesso di specializzazioni.
Durante il corso il tirocinante può già assumere un incarico fino a mille assistiti, maturando così esperienza sul campo e contribuendo allo stesso tempo a rafforzare la medicina territoriale. Grazie alla collaborazione con il Piemonte, parte della formazione può inoltre essere seguita a distanza, riducendo gli spostamenti verso Torino.
Tra gli strumenti utilizzati per rendere più appetibile la professione ci sono anche le Forme Associative Accentrate, gruppi composti da tre a otto medici che lavorano in maniera coordinata con personale amministrativo e infermieristico e possono garantirsi una copertura reciproca. Oltre la metà dei medici di famiglia valdostani opera già con questa modalità. Sono inoltre previste agevolazioni per l'apertura degli ambulatori e soluzioni per soggiorno e alloggio realizzate in collaborazione con gli enti locali.
Regione e Usl stanno infine puntando sulla promozione delle opportunità offerte dalla sanità valdostana attraverso siti web, social network e altri strumenti digitali, con l'intento di raggiungere giovani professionisti anche fuori dalla Valle.
"La risposta al bando è un primo risultato incoraggiante, ma sappiamo bene che il lavoro non finisce qui", osserva il direttore sanitario dell'Usl Mauro Occhi. La sfida sarà infatti accompagnare i medici durante il percorso e, soprattutto, convincerli a restare sul territorio anche successivamente al periodo obbligatorio. Una volta completato il triennio e superato l'esame finale, i corsisti otterranno il diploma necessario per esercitare la Medicina generale nel Servizio sanitario nazionale. Per chi beneficia della borsa regionale è previsto l'obbligo di lavorare in Valle d'Aosta per almeno cinque anni.


pa.ga.



