Cresce l’attività della Centrale Operativa Territoriale-COT dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, la struttura che coordina il passaggio dei pazienti, soprattutto anziani, fragili e non autosufficienti, tra ospedale, domicilio e strutture sociosanitarie. Nei primi sei mesi del 2026 sono state gestite 1.381 richieste, il 10,2% in più rispetto alle 1.253 dello stesso periodo dello scorso anno, mentre i pazienti presi in carico sono saliti da 984 a 1.090 (+10,8%).
Il dato più rilevante riguarda il ritorno a casa: 830 richieste, pari al 58,4% del totale, sono state orientate verso il domicilio. Altre 427 hanno riguardato strutture territoriali, tra riabilitazione, residenzialità e R2 di Variney e Perloz, mentre 96 pazienti sono stati indirizzati verso l’Ospedale di Comunità, pienamente operativo dallo scorso marzo. Sono stati inoltre gestiti 25 percorsi extra-regionali.
La COT, attiva dalla metà del 2024 nell’ambito della riorganizzazione prevista dal DM 77 e finanziata dal PNRR, svolge una funzione di raccordo tra i diversi servizi sanitari. Non si tratta di uno sportello al quale il cittadino può rivolgersi direttamente, ma di una struttura che mette in comunicazione i professionisti e organizza i passaggi assistenziali.
"Il pendolarismo è il problema numero uno delle persone che fruiscono del sistema salute", sottolinea il direttore sanitario dell’Usl, Mauro Occhi, riferendosi al continuo passaggio "tra chi prescrive e chi fa servizi sanitari, tra un ufficio e un altro, tra l’ospedale da cui si esce e l’ambulatorio dove si è attesi dopo il ricovero". Per Occhi "semplificare non è più un’opzione, è diventato un obbligo etico". In questo sistema la COT rappresenta "la centralina infermieristica di snodo che facilita e rende meno faticoso il passaggio dall’ospedale a casa e viceversa", evitando che siano i cittadini a dover cercare autonomamente le soluzioni e orientarsi tra i diversi servizi.
Dietro l’attività della Centrale c’è una squadra infermieristica coordinata da Paola Ascolese, composta da quattro infermiere dedicate alla COT, due al telemonitoraggio e un infermiere care manager al Pronto Soccorso dell’ospedale Parini, oltre a due amministrative e un assistente sociale, figura non prevista dalla normativa ma inserita dall’Azienda sanitaria.
Le segnalazioni arrivano da numerosi reparti e servizi. Nel primo semestre il numero maggiore è stato generato dalla Riabilitazione Isav di Saint-Pierre, con 275 richieste, seguita dalla Geriatria con 167, Medicina interna con 120, Day Hospital Oncologia con 103, Oncologia ed Ematologia con 97 e Ortopedia e Traumatologia con 89. Sessantacinque richieste sono invece arrivate dal domicilio o dal territorio attraverso medici di famiglia e pediatri di libera scelta.
"Quasi sei pazienti su dieci possono proseguire il loro percorso di cura a domicilio», evidenzia l’assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi, secondo il quale l'aumento delle prese in carico e dei rientri a casa conferma la scelta di affidare alla COT «un ruolo centrale e di raccordo tra i diversi servizi della rete territoriale".
Un ruolo destinato ad ampliarsi. L’Usl punta infatti a sviluppare ulteriormente teleassistenza, telemonitoraggio e care management, in modo da seguire i pazienti anche dopo il ritorno a casa. Sono già 104 le pazienti con carcinoma della mammella in terapia ormonale inserite nel relativo percorso di telemonitoraggio. Dal 29 aprile è stato inoltre avviato quello dedicato alla BPCO, che conta per ora dieci pazienti, mentre dal 25 giugno è partito il follow-up dei pazienti fragili. È inoltre previsto un percorso per lo scompenso cardiaco: sono già stati individuati 58 pazienti, 50 segnalati dai medici di medicina generale e otto dal cardiologo.
La Centrale supervisiona anche il servizio di prelievi per pazienti oncologici fragili, realizzato insieme al Day Hospital Oncologico, attraverso il quale gli esami possono essere organizzati direttamente a domicilio o in strutture territoriali vicine alla residenza, evitando quando possibile il trasferimento in ospedale.
"La squadra non si limita a organizzare una prestazione, ma legge il bisogno della persona, mette in connessione professionisti e servizi e accompagna il paziente lungo il percorso", spiega Laura Plati, direttrice della Struttura complessa Direzione Professioni sanitarie.
Nei prossimi mesi alla COT saranno affidati nuovi percorsi di coordinamento, tra cui quelli con Hospice e Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, oltre a un ampliamento della teleassistenza e del telemonitoraggio domiciliare e alla progressiva integrazione con l’Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale. L’obiettivo è rafforzare una rete capace di accompagnare il paziente da un servizio all’altro senza interruzioni e, quando le condizioni lo consentono, permettergli di continuare le cure a casa.


i.d.



