Fratelli d'Italia VdA chiede "piena trasparenza" sugli episodi di non potabilità dell'acqua che stanno interessando alcune zone di Aosta e propone misure di ristoro economico per cittadini e attività costretti a fare i conti con l'obbligo di bollitura dell'acqua. Il partito ha inviato una formale richiesta di chiarimenti al sindaco Raffaele Rocco, alla Services des Eaux Valdôtaines-Sev e all'Azienda Usl della Valle d'Aosta, domandando una ricostruzione completa delle cause delle contaminazioni e delle azioni intraprese per evitarne il ripetersi.
La lettera è sottoscritta dal commissario regionale, Walter Musso, dal coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Lorenzo Aiello e dal capogruppo in Consiglio comunale, Giuseppe Manuel Cipollone. Nel documento vengono richiamate le ordinanze emanate il 30 luglio per il serbatoio di Bornyon e il 3 agosto per quello di Tramail, entrambe adottate in seguito al riscontro della presenza di enterococchi intestinali nelle acque destinate al consumo umano.
"Non è sufficiente pubblicare un'ordinanza e attendere che l'emergenza rientri – affermano gli esponenti di Fratelli d'Italia –. Il Comune di Aosta deve spiegare ai cittadini che cosa è accaduto, quando è stata rilevata la contaminazione, quali ne siano le cause e quali interventi siano stati effettuati per impedire che si ripeta".
Nel dettaglio, il partito chiede la pubblicazione integrale delle analisi effettuate, la cronologia completa degli eventi, dalle date dei campionamenti fino all'informazione della popolazione, oltre all'individuazione delle cause delle contaminazioni e all'elenco degli interventi di manutenzione, sanificazione e controllo eseguiti sulle reti e sui serbatoi interessati. Viene inoltre domandato un quadro complessivo delle non conformità registrate dal gennaio 2025 negli acquedotti di Aosta e negli altri sistemi idrici gestiti da Sev in Valle d'Aosta, per comprendere se gli episodi siano isolati oppure evidenzino criticità strutturali.
Particolare attenzione è riservata anche alla comunicazione con i cittadini; gli esponenti di FdI sollecitano aggiornamenti quotidiani, punti gratuiti di distribuzione di acqua potabile, assistenza domiciliare per anziani e persone fragili e un canale dedicato per fornire informazioni alle attività economiche coinvolte.
Sul fronte economico, il partito richiama l'ordinanza della Corte di Cassazione 27181 del 10 ottobre 2025, secondo cui la fornitura di acqua priva dei requisiti di legge può comportare una riduzione del corrispettivo dovuto dagli utenti e il risarcimento degli eventuali danni subiti.
Da qui la richiesta di una riduzione automatica della tariffa del servizio idrico per tutte le utenze interessate dal divieto di utilizzo diretto dell'acqua e l'istituzione di un ristoro economico forfettario per le attività non domestiche, differenziato in base alla durata del disservizio e alla tipologia dell'attività svolta. La proposta riguarda in particolare bar, ristoranti, alberghi, panetterie, laboratori alimentari, strutture sanitarie, socio-assistenziali e ricettive, chiamate ad affrontare costi aggiuntivi per l'acquisto di acqua confezionata, la bollitura, la riorganizzazione del lavoro e l'adeguamento delle procedure igienico-sanitarie.
"Il Comune non può limitarsi a fare da tramite tra il gestore e la popolazione. Deve assumere un ruolo attivo, pretendere trasparenza da Sev e promuovere immediatamente una misura concreta di compensazione. I costi di questa situazione non possono essere scaricati ancora una volta sui cittadini e sulle imprese", sostengono i firmatari.
Nella parte conclusiva della Pec, Fratelli d'Italia chiede che venga fornito un primo riscontro entro dieci giorni e una risposta completa nei termini previsti dalla normativa, riservandosi, in caso contrario, di interessare Arera, le associazioni dei consumatori e le associazioni di categoria, oltre a promuovere ulteriori iniziative a tutela degli utenti. Contestualmente il partito invita cittadini e attività coinvolte a conservare fatture, ricevute e ogni documentazione utile a dimostrare le spese sostenute e gli eventuali danni subiti durante il periodo di limitazione dell'utilizzo dell'acqua.


i.d.



