Alleanza Verdi e Sinistra-Avs rivendica di essere stata l'unica forza politica ad aver votato contro il nuovo Piano regionale dei trasporti (PRT), approvato dal Consiglio Valle nell'ultima adunanza, e chiede che il futuro della ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier venga deciso direttamente dai cittadini attraverso un referendum regionale.
In una nota, il Movimento definisce il Piano "metodologicamente debole, tecnicamente incoerente" e contesta in particolare la scelta di rinunciare alla linea ferroviaria dell'alta Valle, sostituendola con un sistema di Bus Rapid Transit-BRT. Secondo Avs, il documento rappresenta un netto cambio di rotta rispetto agli indirizzi approvati dalla stessa Regione tra il 2016 e il 2021 e comporterebbe la perdita degli investimenti statali destinati all'ammodernamento e alla riattivazione della tratta ferroviaria.
Il gruppo sostiene che il BRT proposto non rappresenti un'alternativa credibile. Le caratteristiche tipiche di questo sistema di trasporto, come corsie riservate e autobus ad alta capacità, sarebbero infatti, a giudizio di Avs, incompatibili con la conformazione della strada statale 26 e con l'orografia della valle. Inoltre, evidenzia il movimento, il Piano non avrebbe chiarito aspetti fondamentali del progetto, come il punto di immissione sulla statale, indicato alternativamente a Sarre o Villeneuve, né avrebbe approfondito la soluzione con Anas.
Le critiche si estendono anche alle previsioni infrastrutturali contenute nel Piano. Avs cita l'ampliamento dell'autostrada tra Montjovet e Quincinetto, il raddoppio della galleria tra Hône e Donnas e quello del traforo del Monte Bianco, interventi ritenuti eccessivamente impattanti o di difficile realizzazione. Secondo il Movimento, il PRT privilegia la mobilità su gomma, prevedendo 35 chilometri di nuove infrastrutture stradali a fronte dello smantellamento di 32 chilometri di linea ferroviaria.
Durante il dibattito consiliare, prosegue la nota, sarebbe inoltre emersa una visione che considera la presenza della ferrovia un vincolo per il territorio. Una posizione che Avs respinge, sostenendo invece la necessità di un rilancio della linea attraverso un progetto aggiornato, con la soppressione dei passaggi a livello mediante sovrappassi e sottopassi, una revisione del servizio e l'individuazione di nuove fermate strategiche per rendere il collegamento più efficiente e capillare.
Per Alleanza Verdi e Sinistra il Piano approvato dalla maggioranza non rappresenta una moderna strategia della mobilità, come quelle adottate in territori alpini quali il Trentino-Alto Adige o la Svizzera, ma un documento che rinuncia alla ferrovia senza aver dimostrato che la soluzione alternativa sia realmente più efficace, sostenibile o conveniente.
Per questo il movimento chiede l'indizione di un referendum regionale sul destino della ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier, richiamando i precedenti delle consultazioni popolari sul progetto olimpico del 1992 e sull'inceneritore del 2012. "Su una scelta destinata a segnare il futuro della Valle d'Aosta – conclude Avs – l'ultima parola deve spettare ai cittadini".


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