Politica | 17 settembre 2026, 07:49

Union Valdôtaine, il conto alla rovescia verso il 13 ottobre; sul tavolo anche le ipotesi di rimpasto

La sentenza d'Appello sull'eleggibilità di Renzo Testolin si avvicina e nella maggioranza regionale si ragiona sugli scenari possibili. Il nodo Bertschy e le ipotesi Vierin e Grosjacques per la Presidenza. Stefano Aggravi potrebbe entrare in Giunta, mentre cresce il peso politico di Marco Carrel

Membri della Giunta regionale e della maggioranza durante una pausa del Consiglio Valle

Membri della Giunta regionale e della maggioranza durante una pausa del Consiglio Valle

Più si avvicina il 13 ottobre, più quella data rischia di diventare uno spartiacque per l'Union Valdôtaine e, più in generale, per l'attuale maggioranza regionale. Quel giorno la prima Sezione civile della Corte d'Appello di Torino esaminerà il ricorso di Renzo Testolin contro la sentenza con la quale, il 2 maggio scorso, il Tribunale di Aosta lo aveva dichiarato ineleggibile alla carica di Presidente della Giunta per il superamento del limite dei mandati previsto dalla legge regionale 21 del 2007.

La questione giudiziaria seguirà naturalmente il proprio corso e l'esito dell'Appello non è prevedibile. Quella politica, invece, è già cominciata ed è soprattutto dentro l'UV che si ragiona su come arrivare a quell'appuntamento; attendere la decisione dei giudici torinesi mantenendo l'attuale assetto oppure anticipare gli eventi, arrivando prima del 13 ottobre a una nuova configurazione della Giunta?

Il problema, infatti, non riguarda politicamente soltanto Testolin. Sullo sfondo rimane la posizione del vicepresidente Luigi Bertschy (a sn nella foto sopra accanto al Presidente della Giunta); la questione dei mandati aveva riguardato inizialmente entrambi perché il parere del costituzionalista Andrea Morrone, sul quale si è fondato il ricorso di Avs-Rete Civica, riteneva che sia Testolin sia Bertschy avessero già ricoperto incarichi in Giunta per tre legislature consecutive e che quindi non potessero essere eletti nuovamente nell'esecutivo. Di segno opposto le interpretazioni dei professori Enrico Grosso e Nicola Lupo; il ricorso poi discusso e accolto dal Tribunale di Aosta ha riguardato soltanto Testolin, per una scelta che Avs aveva spiegato come esclusivamente tecnica.

È proprio questo elemento a rendere più complicato il ragionamento politico poiché se la Corte d'Appello dovesse confermare l'interpretazione accolta in primo grado per Testolin, la questione dei mandati potrebbe inevitabilmente riproporsi anche rispetto alla posizione di Bertschy. Da qui l'interrogativo che comincia a circolare con sempre maggiore insistenza, ovvero conviene arrivare al pronunciamento dei giudici oppure ridisegnare prima la Giunta, evitando di trovarsi successivamente a dover intervenire in tempi stretti?

È in questo quadro che cominciano a circolare diversi nomi; sono ipotesi politiche, non certo decisioni assunte, ma indicano che il confronto non riguarda ormai soltanto il destino personale dell'attuale Presidente del Gouvernement. Tra le possibilità prese in considerazione ci sarebbe quella di Stefano Aggravi (foto sotto) attuale Presidente del Consiglio Valle ed esponente del Centro Autonomista, per un ingresso nell'esecutivo eventualmente al posto di Bertschy, con le deleghe ai Trasporti e alle Politiche del lavoro. Un passaggio che libererebbe contemporaneamente la Presidenza dell'Assemblea e aprirebbe quindi un'altra casella nella trattativa.

Sul versante unionista, per un'eventuale successione a Testolin vengono fatti, tra gli altri, i nomi di Laurent Vierin e Giulio Grosjacques. Anche in questo caso siamo nel campo delle ipotesi e dei ragionamenti interni, non di candidature formalizzate, ma il punto politico è che l'Uv deve cominciare a valutare non soltanto chi potrebbe guidare un eventuale nuovo esecutivo, ma anche attraverso quali equilibri costruirlo. Ed è qui che entra in gioco Marco Carrel (foto sotto, Autonomisti di Centro-AdC); nell'eventualità di una ricomposizione della maggioranza e della Giunta, il dialogo con lui assumerebbe un peso rilevante e in seconda battuta Carrel potrebbe anche rappresentare una soluzione per la Presidenza del Consiglio Valle qualora Aggravi lasciasse quella carica per entrare nell'esecutivo. Una soluzione che consentirebbe inoltre di mantenere separate, sotto il profilo degli equilibri politici, le due principali cariche istituzionali. Se infatti la Presidenza della Regione restasse all'Union Valdôtaine – con Testolin oppure, in un diverso scenario, con un altro esponente unionista – affidare anche la guida del Consiglio a un rappresentante dell'UV concentrerebbe entrambe le presidenze nello stesso Movimento. L'eventuale passaggio della Presidenza dell'Assemblea a Carrel (o comunque a un altro esponente della maggioranza non Uv) risponderebbe invece a una logica di equilibrio tra le diverse componenti autonomiste della maggioranza.

Per ora, però, il condizionale resta obbligatorio; nessuna delle soluzioni che circolano risulta sancita nemmeno da accordi verbali e molto dipenderà dalle scelte che matureranno nelle prossime settimane, oltre naturalmente dall'esito del procedimento giudiziario. Di certo c'è che il calendario corre e per l'Union Valdôtaine il problema politico è decidere se aspettare il fatidico giorno oppure arrivarci avendo già preparato un nuovo equilibrio perché, comunque vada a Torino, la questione dei mandati ha ormai aperto una partita che va ben oltre la posizione giudiziaria del solo Renzo Testolin.

patrizio gabetti