Attualità | 03 agosto 2026, 14:13

Due guide alpine valdostane in prima linea nella ricerca sui ghiacciai

Jacopo Alberti e Gabriele Silvestri protagonisti del progetto CollembolICE

Attività di campionamento sul Ghiacciaio dei Forni (fotografo Filippo Ribola)

Attività di campionamento sul Ghiacciaio dei Forni (fotografo Filippo Ribola)

Non solo accompagnatori in montagna, ma anche preziosi collaboratori della ricerca scientifica. Le guide alpine valdostane Jacopo Alberti e Gabriele Silvestri sono tra i protagonisti di CollembolICE, il progetto coordinato dall'Università degli Studi di Milano e dal National Biodiversity Future Center-NBFC, che studia le cosiddette 'pulci dei ghiacciai', minuscoli invertebrati (foto di Barbara Valle) considerati importanti indicatori dello stato di salute degli ecosistemi glaciali.

Con l'avvio della nuova campagna di campionamenti del 2026, il progetto rilancia l'attività di monitoraggio sugli ambienti d'alta quota, puntando a raccogliere nuovi dati sulla distribuzione di queste specie e sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno producendo sulla biodiversità glaciale.

Nella prima stagione di ricerca, nel 2025, sono stati coinvolti 19 professionisti del Collegio nazionale delle guide alpine italiane. Tra questi, Alberti e Silvestri hanno avuto un ruolo centrale nell'organizzazione delle campagne sul campo e nel coordinamento delle attività di campionamento in quota, mettendo a disposizione la loro esperienza e la profonda conoscenza dell'ambiente alpino.

Il lavoro svolto ha già prodotto risultati di rilievo; sono stati monitorati oltre cento siti sulle Alpi e sono state individuate cinque nuove specie in alcuni piccoli ghiacciai isolati delle Marittime e delle Orientali, confermando il valore scientifico di un monitoraggio capillare degli ecosistemi glaciali.

"I risultati del 2025 rappresentano un punto di partenza importante, ma la ricerca deve continuare - spiega Barbara Valle, ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano e coordinatrice del progetto -. Ogni nuovo campione costituisce un documento storico e naturalistico di grande valore e contribuisce a costruire conoscenze fondamentali per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità dei ghiacciai".

Campionamento sul Ghiacciaio Montasio, foto di Enrico Ferraro

La ricercatrice sottolinea inoltre come il contributo delle guide alpine sia stato determinante per raggiungere aree difficilmente accessibili e consentire ai ricercatori di operare direttamente sul territorio. Una collaborazione che proseguirà anche durante la stagione 2026, con l'obiettivo di ampliare progressivamente la rete di osservazione degli ambienti glaciali.

Anche il presidente del Collegio nazionale delle guide alpine italiane, Martino Peterlongo, evidenzia il valore dell'iniziativa: "La partecipazione delle guide  dimostra come le competenze dei professionisti della montagna possano contribuire concretamente alla ricerca e alla tutela degli ecosistemi d'alta quota. In un periodo in cui i cambiamenti climatici stanno trasformando profondamente le Alpi, raccogliere dati scientifici significa partecipare alla salvaguardia di un patrimonio naturale che rappresenta il nostro ambiente di lavoro e di vita".

Il progetto resta aperto anche a nuovi volontari interessati a partecipare alle attività di campionamento, che potranno essere formati dai ricercatori e contribuire all'espansione di una rete di monitoraggio sempre più estesa sugli ecosistemi glaciali.

pa.ga.