Tra Cielo e Terra | 02 agosto 2026, 07:17

Il cielo del 12 agosto 2026; l’eclissi che cambierà il tramonto

In Italia il fenomeno sarà parziale ma comunque spettacolare: nelle regioni del Nordovest (quindi in Valle) e in Sardegna la Luna coprirà fino al 90% del disco solare, creando un’atmosfera crepuscolare insolita e suggestiva

Il cielo del 12 agosto 2026; l’eclissi che cambierà il tramonto

Il 12 agosto 2026 il cielo offrirà uno degli spettacoli più affascinanti degli ultimi anni; un’eclissi di Sole che, pur essendo totale solo lungo una sottile fascia del pianeta, regalerà anche all’Italia un tramonto straordinario. La totalità attraverserà la Groenlandia, sfiorerà l’Islanda occidentale e attraverserà la Spagna fino alle Baleari, dove la Luna oscurerà completamente il Sole rivelando la corona solare, la parte più esterna e luminosa dell’atmosfera solare. Gli astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica spiegano che si tratterà di un’eclissi breve, con una totalità compresa tra un minuto e mezzo e due minuti, e che avverrà quando il Sole sarà già basso sull’orizzonte. In Italia il fenomeno sarà parziale ma comunque spettacolare: nelle regioni del Nordovest, quindi in Valle d'Aosta e in Sardegna la Luna coprirà fino al 90% del disco solare, creando un’atmosfera crepuscolare insolita e suggestiva. La fase massima dell’eclissi avverrà tra le 19 e le 20 con un picco previsto intorno alle 19:15–19:20, proprio mentre il Sole si avvicina al tramonto. Per osservarla al meglio gli scienziati consigliano luoghi con un orizzonte occidentale molto aperto, come la costa tirrenica settentrionale o le coste occidentali della Sardegna.

È fondamentale proteggere la vista utilizzando occhiali certificati ISO 12312-2 o strumenti specifici per l’osservazione solare, evitando soluzioni improvvisate che non garantiscono sicurezza. Le eclissi solari si verificano quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole durante il novilunio, proiettando la sua ombra su una parte del pianeta. Non ogni novilunio produce un’eclissi, perché l’orbita lunare è inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella terrestre: solo in particolari condizioni geometriche si crea l’allineamento perfetto.

Le eclissi possono essere totali, parziali o anulari, e la loro possibilità dipende dalla porzione di disco solare coperta dalla Luna. Nonostante la Luna sia molto più piccola del Sole, riesce a oscurarlo grazie a una coincidenza cosmica: il Sole è quattrocento volte più grande della Luna, ma anche quattrocento volte più lontano dalla Terra.

Per gli astronomi le eclissi rappresentano un’occasione preziosa per studiare la corona solare, che in condizioni normali è invisibile a causa della luminosità del disco solare. Prima delle missioni spaziali, queste erano le uniche opportunità per analizzarne struttura e variazioni nel tempo. Le eclissi hanno anche avuto un ruolo storico nella fisica moderna: durante quella del 29 maggio 1919, Sir Arthur Eddington riuscì a misurare la deviazione della luce stellare prevista dalla relatività generale di Albert Einstein, fornendo una delle prime conferme sperimentali della teoria.

L’eclissi del 12 agosto 2026 sarà dunque non solo un evento spettacolare, ma anche un momento di connessione con la scienza e con la meraviglia che il cielo continua a regalare.

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