Dal Vinile al Cuore | 10 luglio 2026, 16:25

Rolling Stones, la creatività continua; 'Foreign Tongues' arriva il 10 luglio

A meno di tre anni da 'Hackney Diamonds', il disco che ha riportato gli Stones al centro della conversazione globale, la band torna con un nuovo album nato da un periodo di ispirazione costante e sorprendentemente produttiva. 'Foreign Tongues', in uscita il 10 luglio per Polydor Records, raccoglie quattordici brani registrati in poche settimane nei Metropolis Studios di West London. “Avevamo pezzi troppo belli per lasciarli in un cassetto”, racconta Mick Jagger. Con Andrew Watt di nuovo alla produzione, gli Stones aprono un nuovo capitolo della loro storia, dimostrando che la loro energia creativa non ha alcuna intenzione di rallentare

Rolling Stones, la creatività continua; 'Foreign Tongues' arriva il 10 luglio

Quando i Rolling Stones decidono di mettersi al lavoro, lo fanno con una determinazione che non conosce ostacoli. Dopo il successo di Hackney Diamonds - un album capace di mettere d’accordo critica e pubblico e di riportare la band in cima alle classifiche internazionali - Jagger, Richards e soci non hanno avvertito il bisogno di prendersi una pausa. Anzi, hanno continuato a scrivere e registrare con una naturalezza che appartiene solo a chi ha interiorizzato il proprio mestiere fino a trasformarlo in un gesto quotidiano.

Da questa continuità nasce Foreign Tongues, venticinquesimo album in studio, un lavoro che non è frutto di un progetto pianificato a tavolino, ma della semplice constatazione che il materiale accumulato era troppo valido per restare fermo. “Quando abbiamo realizzato Hackney Diamonds, ci siamo ritrovati con una quantità enorme di idee”, spiega Jagger. “Alcuni brani erano già pronti, altri avevano bisogno di essere ripresi, ma tutti meritavano di trovare spazio. Non volevamo lasciarli lì, inutilizzati”.

Le sessioni nei Metropolis Studios di West London hanno confermato quella sensazione: nel giro di poche settimane, la band ha registrato quattordici tracce, costruendo un album che non è un semplice seguito, ma una naturale evoluzione di ciò che era rimasto in sospeso. Al timone, ancora una volta, Andrew Watt, il produttore che ha saputo restituire agli Stones una freschezza sorprendente, valorizzando la loro identità senza ingabbiarla nella nostalgia.

Guardando indietro, Jagger ricorda come Black and Blue — l’album del 1976 — contenesse appena otto brani. “Con Hackney Diamonds ci siamo detti: ‘Possiamo inserirne solo un certo numero, il resto lo mettiamo da parte. Ci servirà per un altro disco’”. E così è stato. Alcuni pezzi arrivano da quelle sessioni, altri sono nati dopo, quando la band ha capito che il materiale continuava ad aumentare e che valeva la pena trasformarlo in un nuovo progetto.

Foreign Tongues promette di essere un album che non si limita a ripercorrere la strada già tracciata, ma che apre nuove possibilità. Gli Stones non inseguono la nostalgia: la attraversano, la trasformano, la superano. Continuano a suonare come se ogni disco fosse un’occasione per ridefinire il proprio linguaggio. Perché, come dimostrano da oltre sessant’anni, il rock non è una stagione che passa: è un modo di stare al mondo. E loro, ancora una volta, lo parlano con una naturalezza che non appartiene a nessun altro.

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