Dal Vinile al Cuore | 14 maggio 2026, 17:02

Seven Requiems for Gaza

La preghiera sonora di Thurston Moore

Seven Requiems for Gaza

Seven Requiems for the Children of Gaza è il nuovo lavoro di Thurston Moore, ex Sonic Youth, e nasce da una sessione che avrebbe dovuto essere tutt’altro: una semplice prova, un’idea di reinterpretare un brano dei Joy Division, un momento di ricerca sonora come tanti. Ma qualcosa, in quelle ore di registrazione, ha preso una direzione diversa. La musica ha iniziato a caricarsi di un’urgenza emotiva che Moore stesso definisce “inevitabile”.

«Il risultato», scrive, «è diventato una preghiera per le anime straziate dalla guerra delle famiglie palestinesi».

Non un concept album, non un manifesto politico, ma un gesto di lutto e di solidarietà. Un modo per trasformare il rumore, i droni, le chitarre preparate e le improvvisazioni in un linguaggio capace di stare accanto al dolore senza invaderlo.

Moore racconta che, mentre suonava, ha sentito che quella musica non poteva restare un esercizio privato. Doveva diventare un’offerta, un atto di presenza. «Abbiamo deciso, al di là delle parole, di offrire la nostra musica come attivismo sonoro e come energia benefica», scrive. È una frase che chiarisce l’intenzione: non spiegare la guerra, non interpretarla, ma non distogliere lo sguardo. Creare uno spazio in cui il suono diventa memoria, dignità, ascolto.

Il disco è un requiem laico, un attraversamento di tensioni e sospensioni, un lavoro che non cerca la bellezza ma la verità emotiva. È un invito a rallentare, a non lasciarsi anestetizzare, a ricordare che l’arte può ancora essere un gesto di responsabilità.

Un album breve, fragile, necessario — una preghiera elettrica per chi non ha più voce.

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red.laprimalinea.it