Dal Vinile al Cuore | 03 aprile 2026, 11:02

Flea debutta da solista; il 27 marzo è uscito 'Honora'

Un viaggio jazz tra memoria e rinascita

Flea debutta da solista; il 27 marzo è uscito 'Honora'

Dopo quasi cinquant’anni di carriera con i Red Hot Chili Peppers, Flea pubblica il suo primo album solista. Honora, in uscita il 27 marzo scorso, è un ritorno alle sue radici musicali tra jazz, tromba e libertà creativa. Con lui un ensemble di musicisti d’élite e ospiti d’eccezione come Thom Yorke e Nick Cave.

Per quasi mezzo secolo Flea è stato il cuore pulsante dei Red Hot Chili Peppers, uno dei bassisti più influenti della storia del rock contemporaneo. Ma il 2026 segna una svolta inattesa e profondamente personale: il 27 marzo arriva Honora, il suo primo album solista, un progetto che lo riporta ai suoi primi amori musicali, lontani dalle distorsioni funk‑rock che lo hanno reso celebre.

Il disco nasce da un’esigenza intima, quasi inevitabile. Flea è cresciuto ascoltando jazz, suonando la tromba prima ancora di imbracciare il basso, e Honora è il luogo in cui queste radici tornano a respirare. Il titolo è un omaggio a una figura familiare molto amata, e l’intero lavoro ha il sapore di un ritorno a casa per la sua autenticità, vulnerabililità e libertà.

Per questo progetto Flea non si limita a suonare ma compone, arrangia, dirige. Alla tromba e al basso si affianca un gruppo di musicisti che rappresentano il meglio del jazz contemporaneo. Il sassofonista e produttore Josh Johnson, il chitarrista Jeff Parker, la bassista Anna Butterss e il batterista Deantoni Parks formano il nucleo creativo dell’album, un ensemble capace di muoversi tra improvvisazione, groove e atmosfere cinematiche.

A impreziosire il disco arrivano anche due voci che hanno segnato la musica degli ultimi decenni: Thom Yorke e Nick Cave, amici di lunga data di Flea e compagni di avventure artistiche. Compaiono inoltre Mauro Refosco, già collaboratore di David Byrne e Atoms for Peace, e Nate Walcott dei Bright Eyes.

Honora contiene sei brani originali, tra cui una composizione firmata da Flea, Johnson e Yorke, oltre a reinterpretazioni di autori che hanno plasmato la sua formazione musicale: George Clinton ed Eddie Hazel, Jimmy Webb, Frank Ocean, Shea Taylor e Ann Ronell. Un mosaico di influenze che racconta un artista capace di attraversare generi e generazioni senza perdere la propria identità.

Il risultato è un album che non cerca il consenso facile, ma la verità. Un lavoro che mette in primo piano la fragilità, la ricerca, la memoria. Un disco che non avrebbe potuto nascere in nessun altro momento della vita di Flea.

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a.a.