Attualità | 27 maggio 2026, 10:23

Gallerie chiuse e pressing svizzero sul traforo, il rischio di tempesta perfetta che la Valle non può ignorare

Mai come oggi il tunnel internazionale diventa strategico per garantire continuità ai collegamenti tra Italia e Svizzera ed è esattamente in questo momento che dal Paese nostro confinante torna la pressione economica e politica sul dossier dei pagamenti

Olivier Français

Olivier Français

L’allarme lanciato dal M5S sul Traforo del Gran San Bernardo e sulla chiusura delle gallerie coglie un punto politico reale, perchè la Valle d’Aosta rischia di trovarsi nelle prossime settimane dentro una tempesta infrastrutturale perfetta, con la contemporanea fragilità dei rapporti italo-svizzeri (leggasi Sitrasb-TGSB) sul Traforo e l’impatto devastante dei cantieri sulle gallerie Sorreley e Signayes. E proprio per questo la Giunta regionale farebbe bene a non sottovalutare affatto le parole del presidente della TGSB, Olivier Français, rilasciate a TVSvizzera.it e riprese due giorni fa da Laprimalinea.it.

Dietro quelle dichiarazioni forti anche se apparentemente ancora 'diplomatiche' si intravede qualcosa di molto più pesante di una semplice polemica economica. Quando Français afferma che “la situazione è catastrofica”, che “gli impegni non vengono rispettati” e soprattutto che “siamo stati troppo tolleranti, ora basta”, non sta semplicemente protestando per i 26 milioni di euro contestati alla parte italiana: sta mandando un messaggio politico preciso e il tempismo non sembra casuale.

Da anni la Svizzera lamenta ritardi e inadempienze sul finanziamento dei lavori straordinari resi necessari dopo il crollo del 2017 della soletta di ventilazione sul lato elvetico del traforo. Un incidente grave, che solo per caso non provocò vittime. Per accelerare il cantiere, la parte svizzera anticipò somme importanti, aspettandosi poi il rimborso italiano, rimborso che, secondo Berna, non sarebbe mai arrivato nei termini concordati.

Già nel 2023 Français aveva alzato il tono dello scontro, evocando apertamente possibili conseguenze operative in caso di perdurante “morosità” italiana. Ora però il contesto è radicalmente cambiato, perché nel frattempo la Valle d’Aosta si prepara ad affrontare la chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes sulla Statale 27, cioè uno dei principali assi alternativi e complementari al traforo del Gran San Bernardo.

Mai come oggi, dunque, il tunnel internazionale diventa strategico per garantire continuità ai collegamenti tra Italia e Svizzera ed è esattamente in questo momento che dal Paese nostro confinante torna la pressione economica e politica sul dossier dei pagamenti; una coincidenza che difficilmente può essere ignorata.

Nessuno oggi può dire se si arriverà davvero a misure drastiche, ma sarebbe ingenuo pensare che le dichiarazioni del presidente della società elvetica TGSB siano solo sfoghi mediatici. La partita riguarda il futuro stesso del traforo, anche perché sul tavolo c’è pure il nodo delicatissimo del rinnovo della concessione oltre il 2034; Berna avrebbe già deciso di estenderla fino al 2070, mentre sul lato italiano tutto sarebbe ancora fermo tra Roma e Bruxelles, complice il nodo delle normative europee.

In questo quadro, la Valle d’Aosta rischia di trovarsi schiacciata tra tre fragilità contemporanee; i rapporti deteriorati con la controparte svizzera, i cantieri sulle gallerie valdostane e l’incertezza politica e finanziaria sul futuro della concessione del traforo. Da qui la richiesta del Movimento 5 Stelle di una “regia nazionale” sulle infrastrutture alpine. Una richiesta che appare difficilmente contestabile. Perché è evidente che la Regione, da sola, non sembra riuscire a gestire una partita che coinvolge rapporti internazionali, concessioni strategiche, normativa europea, sicurezza infrastrutturale e interessi economici transfrontalieri.

Ed è proprio per questo che la Giunta regionale non può permettersi di minimizzare i segnali che arrivano dalle dichiarazioni mediatiche di Olivier Français. Il rischio non è soltanto quello di una figuraccia diplomatica o di una nuova controversia finanziaria; il pericolo vero è che, nel momento di massima vulnerabilità della rete valdostana, il Traforo del Gran San Bernardo diventi terreno di pressione politica e negoziale (e probabilmente lo è già).

Ben venga e con urgenza un vero piano di gestione 'mirata' dell’emergenza, prima che il “basta” pronunciato da Olivier Français smetta di essere una semplice frase polemica e si trasformi in qualcosa di molto più concreto.

patrizio gabetti