Economia | 11 luglio 2026, 07:18

Vertici Cas, 'sorpresi dallo sciopero del 7 luglio'

Centrodestra 'trasversale' sulla vicenda, 'non ci fidiamo delle rassicurazioni aziendali, occorrono chiarezza e intervento'

Vertici Cas, 'sorpresi dallo sciopero del 7 luglio'

La vertenza alla Cogne Acciai Speciali entra sempre più nel dibattito politico regionale, mentre l’azienda rompe il silenzio sulle recenti tensioni sindacali e ricostruisce la propria versione dei fatti. Venerdì 10 luglio i rappresentanti della Direzione sono stati ricevuti dalla Giunta regionale per aggiornare il presidente Testolin e gli assessori competenti sulla situazione aziendale e sugli ultimi sviluppi del confronto con le organizzazioni sindacali.

Nel corso dell’incontro, i vertici della Cas hanno ripercorso le circostanze che hanno portato all’apertura della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, ricordando che l’accordo sottoscritto nel 2023 da tutte le organizzazioni sindacali presenti nello stabilimento e dalle rappresentanze unitarie dei lavoratori prevedeva la propria validità fino al 17 aprile 2026, con l’apertura della nuova contrattazione nel secondo semestre dell’anno e comunque entro settembre, mantenendo nel frattempo contenuti e valori dell’intesa precedente fino alla conclusione del negoziato.

Secondo la ricostruzione dell’azienda, dopo diverse interlocuzioni verbali con i segretari delle organizzazioni sindacali, la Direzione avrebbe quindi dato seguito agli impegni assunti avviando il percorso negoziale con l’obiettivo di raggiungere una nuova intesa entro settembre. Una prima convocazione era stata fissata per il 3 luglio nella sede di Confindustria Valle d’Aosta, ma, su richiesta dei sindacati, l’incontro era stato successivamente rinviato al 13 luglio. È proprio su questo punto che la Cogne Acciai Speciali esprime «sorpresa» per la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare, prima dell’avvio effettivo del confronto e prima di conoscere la proposta aziendale, lo sciopero di otto ore del 7 luglio.

L’azienda contesta inoltre la scelta di collegare alla vertenza collettiva anche vicende individuali, ritenute "distinte" e da affrontare "nelle sedi e secondo le procedure appropriate" e ribadisce di avere sempre operato nel rispetto della normativa e delle regole aziendali, oltre che a tutela del patrimonio dell’impresa.

Sul dato relativo all’adesione alla mobilitazione, numeri ampi come non se ne vedevano da tempo, la società si affida alle percentuali e sostiene comunque che lo sciopero abbia coinvolto "una minoranza dei lavoratori", quantificata nel 44% dell’organico. Un dato che, secondo la Direzione, non modificherà l’atteggiamento con cui la Cogne intende presentarsi al tavolo negoziale.

"Cogne Acciai Speciali conferma la propria disponibilità a proseguire il dialogo con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti dei lavoratori", afferma la società, indicando come obiettivo la ricerca di soluzioni "equilibrate e sostenibili", capaci di conciliare la tutela delle persone, la continuità produttiva e la necessità di rendere l’azienda più efficiente, flessibile e competitiva in un mercato globale in continua evoluzione.

Il centrodestra, "non fidarsi delle rassiicurazioni aziendali'

Mentre azienda e sindacati si preparano al confronto del 13 luglio, la vicenda si sposta anche sul piano politico e istituzionale. I gruppi consiliari Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine ritengono infatti che sulla situazione della principale realtà industriale valdostana "non ci si possa fermare alle dichiarazioni rassicuranti" e annunciano un approfondimento in Consiglio Valle.

I consiglieri Andrea Manfrin, Eleonora Baccini, Corrado Bellora e Simone Perron hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata, che sarà discussa nella prossima seduta consiliare, chiedendo all’assessore competente quali azioni concrete il Governo regionale abbia messo in campo per tutelare la Cogne Acciai Speciali e i suoi circa 1.200 lavoratori. Al centro dell’iniziativa politica ci sono lo sciopero del 7 luglio, il confronto tra l’assessore Luigi Bertschy e le organizzazioni sindacali e il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il prossimo 21 luglio.

Lega VdA e Renaissance hanno inoltre chiesto la convocazione in quarta Commissione dell’assessore e di tutte le parti coinvolte, quindi azienda e organizzazioni sindacali, affinché il confronto possa trovare anche una sede istituzionale all’interno del Consiglio regionale.

"Quella della Cogne Acciai Speciali non è una vertenza aziendale come le altre – afferma il capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin –. Parliamo del principale presidio industriale della Valle d’Aosta e di 1.200 famiglie che da settimane vivono nell’incertezza. La nostra Regione può e deve avere un ruolo primario nella composizione della crisi, per garantire livelli occupazionali ed evitare la compressione delle garanzie contrattuali. Le difficoltà aziendali non possono essere scaricate sui lavoratori".

Anche Simone Perron (foto sopra), commissario della quarta Commissione consiliare, chiede che la vicenda venga affrontata in una sede istituzionale aperta a tutte le parti. "Il confronto istituzionale non può esaurirsi in incontri riservati tra assessorato, azienda e sindacati – sostiene –. Serve un tavolo aperto, in cui tutte le parti possano essere ascoltate direttamente dai commissari, per costruire insieme le condizioni di una soluzione che tuteli sia la tenuta produttiva dell’azienda sia i diritti e il posto di lavoro di chi ci lavora".

Sulla vicenda interviene anche Fratelli d’Italia. Il consigliere regionale Massimiliano Tuccari (foto sotto), a Roma per il seminario nazionale “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, promosso dalla delegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo, ha chiesto ai rappresentanti nazionali ed europei del partito di attivare interlocuzioni istituzionali a sostegno della Cogne Acciai Speciali.

Tuccari, presente all’iniziativa insieme al collega Aldo Domanico, ha sottolineato il peso strategico dello stabilimento per l’economia valdostana e la necessità di utilizzare anche i canali nazionali ed europei per sostenere il futuro dell’impresa e dei lavoratori. "Ho chiesto ai nostri rappresentanti nazionali ed europei di mettere a disposizione il patrimonio di relazioni istituzionali di Fratelli d’Italia affinché possano aprirsi tutti i canali di confronto utili a sostenere il futuro della Cogne Acciai Speciali e dei suoi lavoratori", spiega Tuccari.

La prossima settimana si annuncia dunque decisiva per comprendere l’evoluzione della vertenza. Lunedì 13 luglio è previsto il primo confronto tra azienda e organizzazioni sindacali sul rinnovo dell’integrativo, mentre il 21 luglio la situazione della Cogne Acciai Speciali arriverà al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel frattempo, la questione approderà anche in Consiglio Valle, dove maggioranza e opposizioni saranno chiamate a confrontarsi sul ruolo che la Regione intende assumere in una partita che riguarda il futuro del principale polo industriale valdostano e di circa 1.200 lavoratori.

pa.ga.