Cronaca | 02 aprile 2026, 20:30

Anche ad Aosta la nuova insidiosa truffa telefonica dei finti poliziotti che chiedono bonifici

Anche ad Aosta la nuova insidiosa truffa telefonica dei finti poliziotti che chiedono bonifici

Una nuova e insidiosa truffa telefonica sta circolando in questi giorni in Valle d’Aosta, colpendo in particolare persone anziane. I malviventi si spacciano per poliziotti e, sfruttando una tecnica sofisticata chiamata 'ID Spoofing', riescono a far comparire sul telefono della vittima il numero reale della Questura.

Un dettaglio che rende il raggiro particolarmente credibile perchè se il cittadino richiama il numero, risponde effettivamente il centralino della Questura di Aosta.

Il copione è ormai collaudato; il truffatore, fingendosi un operatore della Polizia Postale o di altre Sezioni di PS, informa la vittima di presunti “movimenti sospetti” sul conto corrente: bonifici anomali, tentativi di clonazione o accessi fraudolenti.

A quel punto scatta la pressione psicologica, ovvero viene proposta una “procedura di sicurezza” che, in realtà, è il cuore della truffa: trasferire denaro – tramite bonifico o altri sistemi elettronici – verso un IBAN indicato al telefono dal falso poliziotto. I truffatori insistono sul fatto che l’operazione servirebbe a “bloccare il criminale” e consentire alle autorità di intervenire e di arrestarlo.

Le vittime vengono rassicurate, "i soldi non andranno persi", ma in realtà, una volta effettuato il pagamento, il denaro finisce ovviamente nelle mani dei truffatori.

Negli ultimi giorni almeno tre anziani valdostani sono stati contattati dai falsi poliziotti; in tutti i casi il raggiro è stato sventato, ma non si esclude che il numero delle vittime sia più alto. Gli investigatori della Questura, quella vera, stanno lavorando per identificare i responsabili e ricostruire la rete dietro queste attività criminali, che sfruttano tecnologie avanzate e spesso operano dall’estero.

Le Forze dell’ordine ribadiscono alcune regole fondamentali per evitare di cadere nella trappola: mai fidarsi di richieste di denaro al telefono, perché nessuna forza di polizia chiede bonifici o trasferimenti; non fornire dati personali o bancari come numeri di conto, carte e codici; verificare sempre l’identità del chiamante interrompendo la chiamata e contattando direttamente i numeri ufficiali; segnalare subito eventuali telefonate sospette al numero unico di emergenza 112.

Lo spoofing telefonico è una tecnica sempre più utilizzata dai malviventi perché consente di aggirare la diffidenza delle vittime; la comparsa di un numero istituzionale sul display rappresenta infatti un elemento di forte credibilità. Per questo motivo le autorità invitano alla massima prudenza; anche quando il numero sembra autentico, è fondamentale non fidarsi mai e verificare sempre l'origine della chiamata attraverso canali ufficiali.

pa.ga.