Anche le lavoratrici e i lavoratori valdostani di Telecontact (Gruppo TIM) hanno incrociato le braccia nella giornata di oggi, mercoledì 1 aprile, per protestare insieme a circa 1600 colleghi contro la decisione unilaterale dell’azienda di applicare la “parte speciale” del CCNL Telecomunicazioni dedicata al settore CRM-BPO (call center).
"La mobilitazione - si legge in una nota - sostenuta unitariamente da SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL, nasce dalla necessità di contrastare un modello organizzativo che incide pesantemente sul salario, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità della vita delle persone".
La SLC CGIL Valle d’Aosta esprime "pieno sostegno" alla mobilitazione e denuncia "con fermezza" un’impostazione aziendale "che appare ingiustificata e profondamente penalizzante". In particolare, il sindacato evidenzia come il tentativo di assimilare Telecontact a una realtà di outsourcing CRM-BPO "sia inaccettabile, considerando che si tratta di una società interamente controllata da TIM e operante in regime di monocommittenza".
Per la SLC CGIL VdA, questa scelta rappresenta un arretramento grave sul piano dei diritti e delle tutele, "oltre che un precedente pericoloso per l’intero settore".
Al centro della vertenza "vi sono misure che peggiorano sensibilmente le condizioni di lavoro come tagli al salario; dall'1 aprile l’azienda non riconoscerà più il buono pasto, né per il lavoro in presenza né in modalità da remoto; peggioramento dei turni: prevista una turnazione con l’80% di turni serali e un aumento significativo del lavoro nei weekend e nei festivi (oltre il 30%); smart working ridimensionato: dal 20 aprile saranno imposti tre o quattro giorni di presenza obbligatoria, con la possibilità per l’azienda di sospendere il lavoro agile con soli 15 giorni di preavviso; controlli digitali invasivi: obbligo di telecamera accesa durante le riunioni e condivisione dello schermo su richiesta dei responsabili".
La SLC CGIL VdA denuncia "un management sordo", che prosegue sulla strada della conflittualità e ribadisce che l’applicazione della parte speciale CRM-BPO è impropria per un contesto di 'customer interno', richiedendo il ripristino di corrette relazioni industriali all’interno del Gruppo TIM.
Per la SLC CGIL VdA, lo sciopero dell'1 aprile rappresenta "una battaglia di dignità e rispetto, necessaria per difendere diritti acquisiti, condizioni di lavoro e la professionalità per oltre le 1600 persone che lavorano presso la Telecontact".
La SLC Valle d’Aosta ribadisce “la disponibilità al confronto”, sottolineando che, però, “non è più possibile accettare decisioni unilaterali che scaricano sui dipendenti i costi organizzativi e produttivi dell’azienda”.


red.laprimalinea.it



