Si apre una nuova vertenza nel settore socio-sanitario valdostano; le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Savt hanno proclamato lo stato di agitazione del personale impiegato per la Società di Servizi nei comparti assistenziali e scolastici, preannunciando anche la possibilità di uno sciopero. La comunicazione ufficiale, datata 20 marzo 2026 e inviata alla Presidenza della Giunta, al Dipartimento Affari di Prefettura e alla stessa Società di Servizi, segna l’avvio formale della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla normativa. La vertenza coinvolge un’ampia platea di operatori: assistenti sociali, educatori professionali, operatori socio-sanitari e personale di sostegno agli alunni con disabilità nelle scuole valdostane.
Le ragioni della protesta
Alla base della mobilitazione ci sono una serie di criticità contrattuali emerse nel corso delle assemblee del personale svoltesi il 9 e 12 marzo, alle quali i lavoratori hanno partecipato in larga maggioranza esprimendosi in modo netto.
Tra le principali contestazioni, il mancato riconoscimento della carriera e dell’anzianità previsto dal contratto nazionale Agidae (articolo 82); gestione delle ferie ritenuta penalizzante, con obbligo di fruizione nei soli periodi di chiusura scolastica; assenza di riconoscimento del tempo di lavoro e dei rimborsi chilometrici per gli spostamenti tra istituti, in particolare per gli operatori di sostegno; inquadramento ritenuto non corretto delle assistenti sociali, in riferimento all’articolo 40 del contratto.
Le sigle sindacali sottolineano come alcune di queste problematiche fossero già state segnalate con una nota unitaria del 17 dicembre 2024, senza però ottenere risposte considerate “formalmente accettabili”.
Particolare attenzione viene posta anche sull’applicazione del contratto Agidae 2020-2022, che prevede per le assistenti sociali l’inquadramento nella posizione economica D2. Secondo i sindacati, la Società di Servizi sarebbe stata “ampiamente posta al corrente” della disposizione, senza tuttavia adeguarsi.
Analogamente, restano irrisolte le questioni legate al premio di merito, alla progressione orizzontale di carriera e alla regolazione dei rimborsi per gli spostamenti tra sedi di lavoro.
Alla luce del mancato riscontro, le organizzazioni sindacali annunciano la volontà di intraprendere “ogni azione utile” per la tutela dei lavoratori, a partire proprio dall’attivazione delle procedure di conciliazione, primo passo che potrebbe portare alla proclamazione di uno sciopero.


pa.ga.



