Politica | 20 marzo 2026, 00:01

E' morto Umberto Bossi, fondò la Lega dopo l'incontro con il leader Uv Bruno Salvadori

E' morto Umberto Bossi, fondò la Lega dopo l'incontro con il leader Uv Bruno Salvadori

Addio al 'Senatur'. E' morto nella serata di giovedì 19 marzo Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, poi solo Lega; aveva 84 anni. I suoi primi passi in politica risalgono agli anni Settanta nelle fila del PCI, ma il suo percorso cambiò profondamente quando si avvicinò ai movimenti autonomisti. Nel 1979 incontrò Bruno Salvadori, figura di riferimento e ideologo dell’Union Valdôtaine - che sarebbe morto in un incidente stradale - e nello stesso anno conobbe Roberto Maroni, con il quale diede vita a un lungo sodalizio politico. Negli anni successivi tentò di unire diverse realtà autonomiste del Nord, ma la svolta arrivò nel 1984 con la nascita della Lega Autonomista Lombarda, di cui assunse la guida come segretario nazionale. La sua ascesa politica fu rapida: già nel 1985 i primi esponenti leghisti entrano nei Consigli comunali di Varese e Gallarate. Alle elezioni politiche del 1987 venne eletto sia alla Camera, incarico a cui rinunciò, sia al Senato nel collegio di Varese. Fu in quell'anno che nacque il soprannone di 'Senatur', che lo accompagnerà per il resto della vita.

Da Movimento regionalista a partito nazionale

Dalla fine degli anni Ottanta, Bossi diventa il perno di un progetto politico più ampio. Nel 1989 promuove l’alleanza tra diverse leghe regionali del Nord – dalla Liga Veneta al Piemonte Autonomista – che nel 1991 si trasforma nella Lega Nord, configurandosi come una federazione unitaria con una forte impronta autonomista e federalista.

Gli anni Novanta segnano il momento di massima espansione politica. La Lega conquista consensi sull’onda della crisi della Prima Repubblica e si impone come forza antisistema, con parole d’ordine come il federalismo fiscale e la lotta a “Roma ladrona”. Nel 1994 Bossi entra per la prima volta nell’area di governo, sostenendo l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, esperienza che però si interrompe dopo pochi mesi con la rottura tra Lega e centrodestra.

Nel 1996 il leader leghista rilancia la linea più radicale, arrivando a proclamare simbolicamente l’indipendenza della “Padania”, rafforzando l’identità territoriale del movimento e il suo radicamento nel Nord. Negli anni successivi, tuttavia, la strategia evolve e la Lega torna progressivamente nell’alveo delle coalizioni di governo. Nel 2001 Bossi entra nel secondo governo Berlusconi come ministro per le Riforme istituzionali e la Devoluzione, incarico che manterrà fino al 2004, tornando poi allo stesso dicastero anche nel 2008. Nonostante i problemi di salute – a partire dal grave malore che lo colpisce nel 2004 – resta il leader indiscusso del partito.

Il suo dominio politico si interrompe nel 2012, quando si dimette da segretario federale della Lega Nord in seguito allo scandalo sui fondi del partito. Da quel momento il testimone passa a Roberto Maroni e, successivamente, a Matteo Salvini, mentre Bossi mantiene un ruolo simbolico e sempre più critico verso l’evoluzione nazionalista del movimento.

Negli ultimi anni continua comunque a sedere in Parlamento e a intervenire nel dibattito politico, arrivando nel 2022 a fondare il “Comitato del Nord”, una corrente interna per rilanciare le originarie istanze autonomiste.

pa.ga.