Non esultanza ma soddisfatta presa d'atto. Si può interpretare così la nota diffusa da Alleanza Verdi e Sinistra-Avs dopo la decisione del Tribunale di Aosta che ha accolto il ricorso contro la nomina a presidente della Giunta di Renzo Testolin, dichiarandolo ineleggibile e quindi decaduto dalla carica per violazione della legge regionale 21 del 7 agosto 2007.
Avs rivendica integralmente l’impianto del ricorso, sostenendo che Testolin, già componente della Giunta per tre legislature consecutive, non avrebbe potuto essere nominato per una quarta volta. Una tesi che, secondo i ricorrenti, il Tribunale ha condiviso nel merito, arrivando a parlare di una violazione “palese” della norma.
I giudici, sempre secondo quanto evidenziato da Avs, hanno respinto tutte le pregiudiziali sollevate dalla difesa del presidente ed escluso la possibilità di coinvolgere la Regione nel giudizio, dichiarandone inammissibile la costituzione. Una scelta motivata dal fatto che la controversia riguarderebbe esclusivamente la posizione giuridica personale del presidente e non un interesse pubblico generale.
Altro passaggio centrale riguarda il mancato rinvio alla Corte costituzionale: il Tribunale ha infatti ritenuto la legge regionale chiara e legittima, respingendo la richiesta – avanzata dai legali di Testolin e dall’Avvocatura regionale – di sollevare una questione di costituzionalità.
Durissimo il giudizio politico contenuto nella nota di Avs, che parla apertamente di “totale naufragio giuridico e politico” non solo per il presidente, ma anche per i suoi consulenti, i legali, l’Avvocatura regionale e la stessa Giunta che aveva deliberato la costituzione in giudizio della Regione.
Il Movimento sottolinea inoltre di aver condotto “in solitudine” una battaglia definita complessa, rivendicando la scelta di andare fino in fondo “per il rispetto delle leggi” e contro quella che viene definita “arroganza del potere”. In chiusura, i ringraziamenti ai sostenitori, ai consulenti legali e a chi – si legge – ha contribuito a informare correttamente su una vicenda che, secondo Avs, trova ora “un punto fermo”.


pa.ga.



