Spiace vedere membri dei comitati del Sì e politici locali, in un contesto molto serio e sofferto anche da noi magistrati come quello delle ingiuste detenzioni, che definiscono i pericoli costituzionali messi in luce dal NO sulla Riforma come argomenti che sarebbero tratti dal "volo degli uccelli e dai fondi di caffé"; o dicono che ci sono giudici valutati "da 10" se copiano i provvedimenti dei PM.
Posto che chiunque parli in pubblico dovrebbe farsi carico di un onere anche didattico nei confronti di chi ascolta, si invita caldamente chi fa queste dichiarazioni a leggere meglio la Riforma e verificare loro stessi, all'interno del testo, il controllo politico sulla magistratura che si attuerà con i collegi della nuova Corte disciplinare.
Così come pare quasi superfluo dire - o forse no, a questo punto - che la Riforma assolutamente nulla dice sui rimedi contro gli errori giudiziari o l'ingiusta detenzione.
Ingiusta detenzione che, infine, deve essere formalmente riconosciuta per parlarsi davvero di "errore giudiziario".



Giovanni Roteglia, Sost. Proc. a Milano ed esponente Comitato del No



