Vi scrivo per raccontare un episodio a cui ho assistito recentemente all’Eurospin di Saint-Christophe e che mi ha lasciata sinceramente amareggiata.
Mentre ero in coda alle casse, ho visto un'anziana in evidente difficoltà. Aveva nel carrello, tra le altre cose, una confezione di sei bottiglie di acqua da 1,5 litri ciascuna. La cassiera le ha chiesto di sollevare la spesa e posizionarla sul nastro; la signora ha provato, con fatica, ma era evidente che non ce la faceva. Nonostante questo, non le è stato offerto alcun aiuto neppure dal vigilante presente vicino alle casse del centro commerciale.
Alla fine, con grande sforzo e un certo imbarazzo, la pensionata è riuscita a sollevare quel peso. Ma la scena mi ha colpita molto: non tanto per il gesto in sé, quanto per la totale mancanza di attenzione verso una persona che aveva oggettive difficoltà.
Capisco che possano esserci regole interne di sicurezza o esigenze organizzative, ma credo che il buon senso e un minimo di umanità dovrebbero venire prima di tutto. Non è pensabile che persone anziane o con problemi fisici debbano trovarsi in difficoltà per fare la spesa, soprattutto quando basterebbe un piccolo gesto di disponibilità, magari da parte di robusti giovanotti in divisa da polizia privata, per evitare situazioni spiacevoli.
Non so se l'obbligo di sollevare tutta la merce dal carrello e posarla in cassa risponda a una direttiva precisa o vi sia un eccesso di rigidità nell’applicarla, ma spero davvero che chi di dovere voglia riflettere su quanto da me qui narrato. Certi episodi, anche se possono sembrare di poca importanza, dicono molto del livello di attenzione e rispetto che si ha verso il prossimo.
Vi ringrazio per l’attenzione.
(lettera firmata)







