Politica | 19 marzo 2026, 07:44

Referendum Giustizia, per VdA Futura 'cittadini chiamati a decidere su temi troppo complessi'

Referendum Giustizia, per VdA Futura 'cittadini chiamati a decidere su temi troppo complessi'

Preoccupazione per il ruolo affidato ai cittadini su una materia ritenuta altamente tecnica e critica verso il dibattito politico e mediatico. È la posizione espressa dal Valle d’Aosta Futura in merito al referendum sulla riforma della Giustizia.

Il movimento sottolinea in primo luogo quella che definisce un’incapacità del Parlamento italiano di raggiungere i due terzi necessari per approvare le modifiche all’organizzazione della magistratura, finendo così per demandare la decisione direttamente agli elettori. Una scelta che, secondo VdA Futura, trasferisce ai cittadini una responsabilità su temi complessi che la politica non è stata in grado di affrontare.

Critiche anche al sistema dell’informazione, accusato di non aver fornito strumenti adeguati per comprendere la portata del voto. Il dibattito pubblico, evidenzia il Movimento, si sarebbe ridotto a una contrapposizione superficiale tra schieramenti, più orientata alla propaganda che all’approfondimento.

Per questo, nel corso di un incontro pubblico organizzato il 28 febbraio scorso, Valle d’Aosta Futura aveva promosso un momento di confronto per chiarire i contenuti della riforma. Tra i principali punti illustrati: la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura – con una parte dei componenti selezionata tramite sorteggio – e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare con funzioni sanzionatorie.

Il Movimento sceglie però di non dare indicazioni di voto. L’invito rivolto a iscritti e simpatizzanti è quello di partecipare comunque al referendum, esprimendo una scelta consapevole sulla base delle proprie conoscenze e sensibilità.

Nel documento viene inoltre ricordato che, trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto quorum: in caso di vittoria del “No” la normativa resterebbe invariata, mentre con il “Sì” la riforma entrerebbe in vigore dopo l’approvazione delle leggi attuative.

Infine, Valle d’Aosta Futura pone l’accento su un aspetto di fondo: la qualità della giustizia, si legge in una nota, non dipende solo dalle riforme normative, ma anche dall’integrità e dai valori di chi è chiamato ad applicarle. Un richiamo che sposta il tema dal piano legislativo a quello etico e culturale.

i.d.