Eventi e appuntamenti | 09 febbraio 2026, 10:49

Aosta, incontro sul Rojava; 'sotto attacco i diritti del popolo curdo'

Aosta, incontro sul Rojava; 'sotto attacco i diritti del popolo curdo'

Un focus sulla drammatica situazione del popolo curdo e sulle continue violazioni dei diritti umani nel Nord-Est della Siria. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico promosso da Cgil VdA insieme ad Anpi e Arci, in programma martedì 10 febbraio alle ore 18 nella sede della Cgil di via Binel 24 ad Aosta.

L’iniziativa nasce in un contesto internazionale sempre più teso. Negli ultimi mesi, spiegano i promotori, i nuovi attacchi condotti dal governo turco e dal governo islamista guidato da Ahmed al-Sharaa hanno ulteriormente aggravato una situazione già segnata da anni di conflitti, occupazioni e repressione. Da qui la scelta di “accendere i riflettori” su quanto sta accadendo in Rojava e più in generale nei territori abitati dal popolo curdo, riaffermando i valori della pace, della libertà e della giustizia internazionale.

L’incontro offrirà un’analisi geopolitica per aiutare a comprendere le dinamiche di una regione attraversata da interessi internazionali, guerre e tensioni permanenti. Spazio anche all’esperienza del Rojava, spesso indicata come un modello politico e sociale innovativo, fondato sulla democrazia dal basso, sull’uguaglianza di genere e sulla partecipazione diretta, con un ruolo centrale delle donne nella vita politica e sociale.

A portare una testimonianza diretta sarà Firat Ak, attivista curdo, che racconterà la realtà quotidiana della resistenza, della repressione e della lotta per la dignità e i diritti del suo popolo.

"Per la Cgil Valle d’Aosta - si legge in una nota - la difesa dei diritti umani, del lavoro e delle libertà fondamentali non può fermarsi ai confini nazionali, ma chiama in causa il movimento sindacale e la società civile nel loro insieme. Insieme ad ANPI e ARCI, il sindacato ribadisce la propria solidarietà al popolo curdo e l’impegno a costruire momenti di informazione e confronto pubblico".

“La partecipazione è un atto politico”, sottolineano gli organizzatori: un modo per conoscere, comprendere e sostenere il diritto all’autodeterminazione dei popoli che vivono sotto occupazione, come i curdi, i palestinesi e i saharawi.

red.laprimalinea.it