La Corte d’Appello di Torino ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato nel procedimento sui lavori per la pista italo-svizzera Zermatt-Cervinia, l’infrastruttura che avrebbe dovuto ospitare le gare di Coppa del mondo di sci alpino nel 2022 e nel 2023, poi mai disputate a causa delle avverse condizioni meteorologiche.
I giudici torinesi hanno inoltre ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata nel corso del procedimento e hanno disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione.
Il ricorso era stato presentato dalla Procura di Aosta contro la sentenza di assoluzione emessa il 17 febbraio 2025. In quell’occasione erano stati assolti Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino Spa, la società che gestisce le piste sul versante italiano, e il suo predecessore Herbert Tovagliari. Assoluzione anche per Christian Dujany, l’operatore della pala meccanica che aveva eseguito gli scavi, e per lo svizzero Franz Julen, presidente del comitato organizzatore.
La vicenda giudiziaria riguarda gli interventi realizzati per l’allestimento della pista transfrontaliera, progetto al centro di polemiche e contenziosi dopo il mancato svolgimento delle gare. Con la decisione della Corte d’Appello, il caso approda ora all’esame della Cassazione.


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