Dopo le polemiche e le segnalazioni sui ritardi nella raccolta dei rifiuti, Aprica prova a fare chiarezza sul contesto in cui sta operando, richiamando i profondi cambiamenti introdotti dal nuovo quadro regolatorio ARERA per il periodo 2026-2029.
La società del gruppo A2A ha concluso un ciclo di quattro webinar formativi rivolti ai Comuni serviti e agli stakeholder, ai quali hanno partecipato oltre 150 amministratori e tecnici, con l’obiettivo di illustrare le nuove regole che stanno incidendo sull’organizzazione dei servizi.
Tra ottobre e dicembre sono stati affrontati temi centrali come la gestione del Piano economico-finanziario quadriennale, il monitoraggio della qualità tecnica del servizio, il bonus sociale rifiuti e la nuova articolazione tariffaria, aspetti che impongono una revisione dei modelli operativi e delle modalità di raccolta.
Nel confronto con Comuni e associazioni dei consumatori, Aprica ha illustrato anche le soluzioni adottate per rispondere alle criticità segnalate dagli utenti: ecoisole informatizzate attive 24 ore su 24, ampliamento degli orari dei centri di raccolta, micro-raccolte dedicate e un rafforzamento della presenza sul territorio con steward ambientali, ispettori e infopoint, oltre all’utilizzo dell’app “Puliamo” per segnalazioni e servizi digitali.
Aprica sottolinea come le nuove regole ARERA richiedano un adattamento progressivo dei servizi, che coinvolge 241 Comuni tra Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, ribadendo l’impegno a rendere più trasparente ed efficiente la gestione dei rifiuti in una fase di profonda riorganizzazione del sistema.


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