Politica | 15 gennaio 2026, 08:02

Inchiesta Casinò, interpellanza in Consiglio Valle sulla task force interna

Inchiesta Casinò, interpellanza in Consiglio Valle sulla task force interna

La creazione di una task force interna al Casinò de la Vallée per l'esame dei documenti ufficiali nell'ambito della nuova inchiesta su presunto riciclaggio è stata al centro di un’interpellanza discussa nella seduta del Consiglio Valle di 14 gennaio 2026, presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance valdôtaine.

Richiamando il procedimento penale avviato dalla Procura, che ha portato alla perquisizione dei locali della Casa da gioco e all’iscrizione nel registro degli indagati di due dipendenti, il consigliere della Lega VdA Corrado Bellora (foto sotto) ha chiesto chiarimenti sulla composizione del gruppo di lavoro annunciato dall’Amministratore unico della società, Rodolfo Buat. In particolare, Bellora ha domandato in base a quali criteri siano stati scelti i componenti della task force, quali siano i loro curricula, quali attività dovranno svolgere, quali costi siano previsti e con quali modalità di pagamento, oltre a chiedere se il Governo regionale intenda approfondire le scelte operate.

Rispondendo all’interpellanza, il Presidente della Giunta, Renzo Testolin (foto in basso), ha premesso che la questione "merita riservatezza, attenzione e rispetto" e ha chiarito che il ruolo del Governo regionale non è quello di avvallare o indirizzare l’operato di una società partecipata. Testolin ha riferito che, come precisato dalla Casinò de la Vallée spa, i componenti del gruppo di lavoro sono stati scelti nell’interesse primario della società, sulla base di competenze altamente qualificate e complementari, ritenute idonee ad affrontare in modo rigoroso gli approfondimenti necessari. Il gruppo è composto da avvocati, professionisti e professori di riconosciuta esperienza, oltre a personale interno, e i curricula dei componenti esterni e gli elementi contrattuali sono pubblicati sul sito istituzionale della società nel rispetto degli obblighi di trasparenza". Oltre al personale interno che offrirà il proprio supporto, del gruppo di lavoro fanno parte: il professor Alain Devalle, ordinario di economia aziendale presso l’Università di Torino, dottore commercialista e consulente aziendale; l’avvocato aostano Ascanio Donadio, con esperienza fra l’altro in diritto penale; l’avvocato Vittorio Provera, dello studio Trifirò & Partners, con decennale esperienza presso i casinò italiani, in particolare per gli aspetti civilistici e giuslavoristici; il professor Maurizio Riverditi, avvocato e docente di Diritto penale presso l'Università di Torino.

Il Presidente ha inoltre spiegato che l’attività della task force non è direttamente collegata alla fase processuale in corso o a eventuali sviluppi futuri, ma è finalizzata ad acquisire elementi utili per valutare l’adeguatezza degli assetti procedurali e dei sistemi di controllo interno della società ed eventualmente proporne un aggiornamento nel rispetto del quadro normativo.

Per quanto riguarda i costi, Testolin ha riferito che i compensi non sono predeterminabili, poiché dipendono dall’estensione, dalla complessità e dalla durata delle attività richieste. I compensi saranno riconosciuti esclusivamente ai professionisti esterni sotto forma di prestazioni professionali, nel rispetto della normativa vigente, delle procedure interne e dei principi di congruità e proporzionalità, mentre non sono previsti costi aggiuntivi per il personale interno, che opera nell’ambito delle proprie funzioni. Le conclusioni del gruppo di lavoro saranno valutate dalla società, che potrà eventualmente informare l’Amministrazione regionale. Secondo quanto riferito, non sussistono al momento i presupposti per un intervento diretto della Regione, né in qualità di socio né di concedente.

Nella replica, Bellora ha preso atto dell’autonomia operativa del management del Casinò, riservandosi di tenerne conto in eventuali future iniziative. Il consigliere ha però espresso dissenso sulla gestione dei costi, sostenendo che un professionista debba presentare un preventivo al momento dell’incarico e non limitarsi a una parcella finale. Bellora ha inoltre messo in dubbio l’utilità della task force, ritenendo che, di fronte alla situazione attuale, la priorità dovrebbe essere affidata ad avvocati competenti per la difesa della Casa da gioco e per il monitoraggio del modello 231 sulla responsabilità delle aziende nei procedimenti penali. "Dopo un risanamento efficace – ha concluso – ho la sensazione che cattive abitudini stiano tornando a farsi strada".

red.laprimalinea.it