Attualità | 02 gennaio 2026, 09:30

Crans-Montana, la risposta rapida e coordinata della Protezione civile valdostana

Crans-Montana, la risposta rapida e coordinata della Protezione civile valdostana

La Protezione civile della Valle d’Aosta si è attivata con grande tempestività fin dalle prime ore successive alla tragedia avvenuta a Crans-Montana, fornendo un contributo immediato e qualificato alle operazioni di soccorso in coordinamento con le autorità svizzere. L’allerta è scattata alle prime luci dell’alba di ieri, quando il Servizio di emergenza elvetico ha richiesto il supporto italiano per il trasferimento dei feriti in condizioni più critiche, tramite un elicottero medicalizzato qual'è Sierra Alfa 1, verso strutture ospedaliere adeguate.

Come ha ricostruito il direttore della Protezione civile valdostana, Valerio Segor, l’attivazione è stata pressoché immediata, nonostante le oggettive difficoltà legate alle operazioni notturne in ambiente alpino e alle condizioni invernali. In quella fascia oraria sono infatti pochi gli elicotteri e gli equipaggi abilitati al volo in montagna. Proprio per far fronte al grande afflusso turistico delle festività natalizie, la struttura regionale disponeva già di due mezzi aerei operativi sul territorio e uno di questi è stato messo subito a disposizione per rispondere alla richiesta proveniente dalla Svizzera.

Sul posto è intervenuto anche Jacopo Pernechele, anestesista rianimatore in servizio al Pronto soccorso del 'Parini' di Aosta, affiancato dal collega Emanuele Nuzzoli. I due medici si sono trovati di fronte a una situazione estremamente grave, con diversi pazienti in condizioni critiche, già intubati e sedati, e con ustioni molto estese che rendevano indispensabile un trasferimento immediato in ospedali specializzati.

In base alle indicazioni del Coordinamento svizzero delle emergenze, una donna di 25 anni è stata trasportata d’urgenza con Sierra Alfa 1 verso l’ospedale di Ginevra. L’ipotesi iniziale prevedeva il trasferimento di due pazienti, ma una complicanza sopraggiunta all’ultimo momento ha reso necessario un intervento sanitario immediato su uno dei feriti, impedendone la partenza nei tempi utili.

L’evacuazione complessiva dei feriti è stata particolarmente complessa, sia per l’elevato numero di persone coinvolte sia per l’intenso traffico aereo generato dalla presenza di numerosi elicotteri di soccorso provenienti da diverse località svizzere, ai quali si è aggiunto il mezzo italiano. Come ha spiegato Segor, anche l’equipaggio valdostano ha dovuto, a un certo punto, rientrare ad Aosta una volta raggiunti i limiti orari di volo previsti dalle norme di sicurezza.

La Protezione civile valdostana ha comunque mantenuto un assetto di piena disponibilità, valutando anche l’eventuale impiego di un secondo elicottero. Dalla Svizzera è però arrivata l’indicazione che, in quella fase, non fosse più necessario. Parallelamente è stata attivata l’intera catena istituzionale prevista per gli interventi di cooperazione internazionale, con il coinvolgimento del Dipartimento nazionale della Protezione civile, del ministero degli Esteri e della Centrale remota delle operazioni di soccorso sanitario (Cross), a conferma della piena integrazione del sistema italiano nel supporto alla Confederazione elvetica.

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pa.ga.