Verso il processo, l’inchiesta coordinata dal pm Manlio D'Ambrosi e condotta dai Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni-Nas di Aosta nei confronti di due operatrici socio-sanitarie-Oss (straniere, di 59 e 61 anni), impiegate alla microcomunità per anziani 'Notre Maison' a Valtournenche, accusate di maltrattamenti ai danni di una persona anziana fragile ultraottantenne. Con circa 20 anni di esperienza lavorativa nel settore dell'assistenza, le due donne non hanno mai prodotto memorie difensive nè hanno chiesto di essere interrogate; il pm D'Ambrosi aveva chiuso le indagini lo scorso gennaio e ora ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambe, mantenendo l'impianto accusatorio. E' attesa ora la data dell'udienza preliminare di fronte al gup del tribunale di Aosta
L’attività investigativa, avviata nel novembre scorso - con il supporto di videoregistrazioni che non lascerebbbero spazio a particolari dubbi - a seguito di una denuncia, ha fatto emergere un quadro ritenuto grave dagli inquirenti, che avevano richiesto l'arresto per entrambe le indagate; il gip Davide Paladino non aveva accolto l'istanza di misura cautelare ma aveva confermato l'interdittiva lavorativa presso la micro. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo, le due Oss avrebbero tenuto comportamenti fortemente lesivi della dignità personale dell’anziana ospite, una paziente non autosufficiente dal punto di vista psico-fisico.
Dalle indagini sarebbero emersi indizi di accanimento e crudeltà, con episodi in cui l’anziana, in alcuni casi, sarebbe stata bruscamente strattonata nel letto per facilitarne i movimenti e in una circostanza costretta - dopo averla rimestata nel pannolone - a portarsi al volto una mano contenente le proprie feci.
Condotte che, se confermate, configurerebbero un trattamento incompatibile con qualsiasi standard assistenziale e con i doveri professionali richiesti a chi opera nella cura delle persone più vulnerabili.
Alla luce degli elementi raccolti, il Gip Paladino aveva dunque disposto per le due donne il divieto temporaneo di esercizio dell’attività professionale non solo come operatrici socio-sanitarie, ma anche come infermiere o in qualsiasi altra mansione che comporti la cura di persone inferme. La misura era stata adottata ritenendo sussistente l’esigenza cautelare di prevenire il rischio di reiterazione del reato.


pa.ga.



