"Dobbiamo risolvere il grande annoso problema di come muoversi in città". È partito dalla mobilità urbana Raffaele Rocco, candidato sindaco di Aosta sostenuto dalla coalizione composta da Pd (con +Aosta e Psi), Union Valdôtaine, Pour l’Autonomie, Stella Alpina-Rassemblement Valdôtain e Rev-, nella presentazione ufficiale della lista, ieri al Verger Saint-Ours di Aosta.
"Muoversi – ha detto – significa anche sapere dove lasciare la macchina, senza dover perdere mezz’ora a cercare un parcheggio e un’altra mezz’ora per raggiungere il centro". In quest’ottica, il programma prevede la riqualificazione di piazza della Repubblica "con un approccio equilibrato che preservi un’ampia area a parcheggio, essenziale per residenti e commercio". Sul fronte nuovi posti auto, sono annunciati 340 stalli nel quartiere Cogne e l’ampliamento del Voltino.
Quanto all’area dell’Arco d’Augusto, Rocco ha lasciato aperta l’ipotesi di "riaprire al traffico il tratto oggi interdetto", per migliorare la viabilità, "pur sapendo che lavoriamo per il futuro". Nel programma è ribadita la garanzia di una connessione veicolare nord-sud "in attesa di soluzioni alternative realmente condivise2.
Al fianco di Rocco, la candidata vicesindaca Valeria Fadda, avvocata, ha illustrato le priorità sociali: dal programma “zero-sei” per le famiglie valdostane, ai progetti di housing e co-housing per anziani, fino a un’Aosta notturna "in simbiosi con il commercio locale". In agenda anche la certificazione di genere per il Comune e iniziative di trasparenza e legalità.
"Non è un programma dei sogni, ma è basato su un sogno, quello dell’Aosta 2040", ha sottolineato Rocco, richiamando le scelte amministrative degli ultimi dieci anni. Presenti in prima fila il presidente della Giunta, Renzo Testolin e il sindaco uscente Gianni Nuti.
Tre i pilastri strategici del programma: lo sviluppo della funivia Aosta-Pila come infrastruttura turistica e identitaria, una strategia urbana sostenibile con la revisione del piano regolatore e una vocazione universitaria consolidata, capace di integrare l’ateneo nel tessuto cittadino. "Aosta deve essere una città alpina – ha detto – che ritrovi le sue radici e costruisca su di esse il turismo, la vita urbana e le prospettive per i giovani".
Il progetto guarda anche allo sviluppo verso sud, oltre la ferrovia, per agevolare l’accesso dei turisti alla città. Tra gli altri punti figurano: la trasformazione dell’area del Puchoz in un grande parco pubblico attrezzato, il rilancio dell’area mercatale come polo agroalimentare, una “svolta della manutenzione” con attenzione al quotidiano, un patto di fiducia con imprese e commercianti, il rafforzamento dei consigli di quartiere e delle sinergie con i comuni della Plaine, fino a una governance stabile con la Regione per guidare le grandi trasformazioni del territorio.