Economia | 10 aprile 2024, 08:54

Dal Programma Interreg 2014/2020 49 milioni alla Valle

L'assessore regionale Luciano Caveri

L'assessore regionale Luciano Caveri

La programmazione Interreg 2014/20 appena chiusa ha portato avanti in Valle d'Aosta 99 progetti per un totale di risorse pari a 48,75 milioni di euro. La cifra comprende il programma Alcotra con la Francia, 66 progetti per 33,36 milioni di euro. In merito alla programmazione 2021/27 i progetti sono 18 per un totale di 9,75 milioni di euro (Alcotra 15 progetti e 9 milioni di euro). I dati sono emersi durante la riunione Comitato di sorveglianza del Programma Interreg Alcotra 2021-2027, che si è svolta ieri ad Aymavilles.   

"E' una riunione periodica - ha spiegato l'assessore regionale agli Affari europei, Luciano Caveri - dove si fa il punto sul passato, che si è chiuso con un dato molto importante ovvero abbiamo speso il 98% dei fondi. Per il futuro la Valle d'Aosta ha 15 progetti con i partner francesi, con Liguria e Piemonte. Oggi abbiamo validato anche i cosiddetti Piter e ne abbiamo uno nell'area del Gran Paradiso e uno nell'area del Monte Bianco, in connessione tra l'altro con gli svizzeri perché fa parte del progetto anche l'Espace Mont Blanc".   

"Inoltre si è discusso di cose ancora più importanti - ha aggiunto l'assessore - e si è cominciato a parlare dei rischi che esistono rispetto a un eccesso di centralizzazione della politica regionale. E' un rischio attuale e soprattutto dal 2027 bisognerà fare in modo che con il ridursi delle risorse europee non ci sia la tentazione di ridimensionare questo tipo di cooperazione transfrontaliera di prossimità, che è una politica regionale che ha dimostrato di funzionare. Il pericolo è un eccesso di protagonismo dello Stato, come già è accaduto col Pnrr, con la tentazione di un eccesso di centralismo sui fondi comunitari, che è una cosa che vediamo all'orizzonte. I primi documenti sulla politica di coesione sembrano essere un po' in controtendenza rispetto a oggi, dove esiste una forte autonomia dei territori nella gestione di questi fondi. Adesso l'impressione è che ci sia invece una certa aggressività degli Stati nei confronti di questo tipo di responsabilità".    

red.laprimalinea.it

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