Mettere in relazione i dati prodotti ogni giorno dagli uffici e dalle strutture sanitarie per organizzare meglio i servizi, distribuire le risorse e anticipare i bisogni assistenziali. È l’obiettivo del controllo direzionale che l’Azienda Usl della Valle d’Aosta sta avviando, con un modello che punta a trasformare informazioni oggi frammentate in una base condivisa a sostegno delle decisioni.
Il progetto rappresenta un’evoluzione del Controllo di Gestione, individuato dalla Direzione strategica come riferimento per coordinare la raccolta e l’integrazione delle informazioni aziendali. La struttura dovrà individuare i dati necessari, coinvolgere gli uffici competenti e restituire alla direzione analisi, indicatori e rapporti utili alla programmazione e alla verifica dei risultati.
Ogni ufficio manterrà la responsabilità delle informazioni di propria competenza, contribuendo però a un sistema capace di superare la separazione tra settori. L’intento è rendere i dati confrontabili e verificabili, riducendo le richieste ripetitive, le duplicazioni nelle elaborazioni e le differenze tra gli indicatori utilizzati.
Per il direttore sanitario Mauro Occhi, la sanità dispone già di una grande quantità di informazioni, ma incontra ancora difficoltà nel trasformarle in strumenti efficaci di programmazione. La rendicontazione, sottolinea, è un dovere verso cittadini, istituzioni e organismi di controllo, oltre a essere indispensabile per comprendere il funzionamento dell’Azienda e orientarne le scelte. "Noi potremmo compiere un balzo in avanti di decine di anni sui livelli di assistenza che prestiamo – spiega Occhi – così come potremmo programmare in maniera scientifica il contrasto alle nuove minacce alla salute. Si tratta però di convincere le culture professionali della convenienza di agire in una dimensione di modernità: leggendo i dati e rendendoli funzionali a chi programma gli interventi. Detto in soldoni, lo stesso Direttore di un’Azienda sanitaria ha nei dati di oggi quello che sarà il bisogno di domani. Ma se i dati non li legge…".
Il nuovo modello coinvolgerà progressivamente le principali strutture amministrative, tecniche e sanitarie; personale, bilancio, acquisti, tecnologie, infrastrutture e affari legali, insieme ai servizi ospedalieri e territoriali. L’integrazione delle informazioni dovrà consentire analisi più approfondite sui volumi delle prestazioni, sull’impiego delle risorse economiche e professionali e sull’efficienza dei percorsi assistenziali.
Tra gli ambiti interessati figurano le attività ambulatoriali, le sale operatorie, le degenze, il Pronto soccorso e la diagnostica, oltre ai percorsi interni dei pazienti. L’obiettivo dichiarato è fornire elementi più solidi per individuare criticità organizzative e valutare possibili miglioramenti nell’assistenza.
È previsto anche un aggiornamento degli strumenti tecnologici, in collaborazione con la struttura aziendale dei Sistemi informativi e Transizione al digitale. L’Usl intende sviluppare progressivamente un archivio integrato dei dati e strumenti di analisi e rappresentazione delle informazioni, valutando anche l’impiego di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Queste soluzioni potranno automatizzare alcune elaborazioni ripetitive e alleggerire i compiti gestionali degli operatori, liberando tempo per attività che richiedono maggiormente le loro competenze professionali. Per Occhi, il percorso deve costruire basi documentate sulle quali anche le future direzioni aziendali possano assumere decisioni, interpretare i fenomeni sanitari e comprenderne la distribuzione sul territorio.
Il progetto comprenderà criteri condivisi per raccogliere e classificare le informazioni e, dove tecnicamente possibile, un registro delle richieste e delle analisi già svolte, così da renderle tracciabili e riutilizzabili. Sicurezza informatica, protezione dei dati personali e gestione degli accessi accompagneranno lo sviluppo del sistema, che l’Azienda presenta come un cambiamento soprattutto organizzativo e culturale, oltre che tecnologico.


pa.ga.



