Economia | 27 ottobre 2026, 13:07

Aiuti energia; Cgil e Federconsumatori, 'La luce non scalda le case, serve Fondo Calore'

Aiuti energia; Cgil e Federconsumatori, 'La luce non scalda le case, serve Fondo Calore'

Sospendere l’iter della proposta di legge regionale sulle agevolazioni energetiche, ascoltare le parti sociali e introdurre aiuti anche per le spese di riscaldamento, dando priorità alle famiglie in difficoltà economica. È quanto chiedono Cgil e Federconsumatori Valle d’Aosta, che esprimono preoccupazione per il testo attualmente in discussione in Consiglio Valle.

La proposta di legge n. 28 prevede, secondo le due organizzazioni, 20,6 milioni di euro per il biennio 2026-2027, finanziati attraverso i dividendi straordinari della Compagnia Valdostana delle Acque-Cva, con l’obiettivo di alleggerire i costi energetici e favorire la residenzialità in montagna. Cgil e Federconsumatori ritengono però che l’intervento, concentrato sulla fornitura di energia elettrica, rischi di non rispondere alle necessità di molte famiglie valdostane.

"La povertà energetica non si combatte intervenendo soltanto sulla bolletta elettrica. La luce non scalda le case; occorre sostenere concretamente chi fatica a pagare il riscaldamento", affermano le due organizzazioni. Nel testo, osservano, non è previsto un sostegno specifico per il teleriscaldamento, il Gpl e il gasolio; una mancanza che riguarderebbe sia gli utenti di Aosta e della cintura urbana collegati al teleriscaldamento, sia i residenti delle vallate non raggiunte dalla rete del metano, dove riscaldare le abitazioni può comportare spese elevate.

Un’altra obiezione riguarda l’assenza di criteri di priorità legati alla condizione economica. Senza l’introduzione dell’Indicatore della situazione economica equivalente, l’Isee, o di altri parametri di vulnerabilità, sostengono Cgil e Federconsumatori, le risorse rischiano di essere distribuite senza dare precedenza a chi ne ha più bisogno.

Le organizzazioni sollevano interrogativi anche sui limiti di consumo agevolabili, differenziati secondo la potenza dell’utenza; il tetto indicato arriva a 4.500 chilowattora annui per le forniture da 6 kilowatt o superiori, mentre per quelle standard da 3 kilowatt è previsto un limite di 2.500 chilowattora. A preoccupare è inoltre la clausola di salvaguardia finanziaria contenuta nell’articolo 3 della proposta, che potrebbe comportare una riduzione delle agevolazioni se le risorse stanziate non fossero sufficienti, senza assicurare, secondo le due sigle, una priorità alle famiglie più vulnerabili.

Cgil e Federconsumatori criticano anche il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni dei consumatori e delle realtà sociali e assistenziali, chiedendo che siano avviate con urgenza le audizioni nella Commissione consiliare competente prima di proseguire l’esame della proposta.

Tra le modifiche richieste figurano l’istituzione di un 'Fondo Calore' per le spese di teleriscaldamento e dei combustibili non distribuiti attraverso reti, criteri di accesso legati all’Isee e alla vulnerabilità economica, misure per la morosità incolpevole e tutele contro i distacchi delle forniture durante l’inverno. "Non chiediamo di sprecare risorse, ma di utilizzarle nel modo giusto. Oltre 20 milioni di euro devono tradursi in un aiuto concreto per chi rischia di non riuscire a riscaldare la propria casa", concludono le due organizzazioni.

red.laprimalinea.it